IL DEPOSITO CAUZIONALE NON PUÒ SUPERARE I TRE MESI

Nei contratti di locazione ad uso diverso da quello abitativo, è regolare da parte del locatore la richiesta del deposito cauzionale a garanzia dei danni e guasti riscontrati in sede di riconsegna dei locali, nonché ovviamente dell'integrale pagamento del canone di affitto, l'occupazione senza titolo dell'immobile e le eventuali spese legali sostenute dal locatore per il rispetto di tutti gli adempimenti del contratto, per un importo superiore a tre mensilità del canone?
A norma dell’articolo 11, legge 392/78, «il deposito cauzionale non può essere superiore a tre mensilità del canone. Esso è produttivo di interessi legali che debbono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno». Poichè nelle locazioni commerciali è tuttora vigente l’articolo 79 della legge 392/78 — abrogato invece per le locazioni abitative — la giurisprudenza ha più volte chiarito che il richiamato articolo è inderogabile. Si veda, in questo senso, Cassazione 15 ottobre 2002, numero 14655, secondo cui «in materia di locazione di immobili urbani adibiti ad uso diverso da abitazione, l'ammontare del canone è rimesso alla libera determinazione delle parti, ma il legislatore ha limitato l'autonomia contrattuale in relazione all'aggiornamento del canone medesimo e all'entità del deposito cauzionale (articoli 32, 11 e 41 legge n. 392 del 1978), sicché la pretesa di somme ulteriori rispetto a quella originariamente pattuita incorre nella sanzione di nullità prevista dall'articolo 79 legge 392/78».

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