Affitti «controllati» a studenti fuori sede

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 aprile 2007 alle ore 07:39.
L'ultima modifica è del 17 dicembre 2010 alle ore 18:08.

ROMA - Il ministero si «sostituisce». Con la firma al nuovo decreto che regola i contratti di locazione transitori e per studenti universitari il vice ministro delle Infrastrutture, Ugo Martinat, ha completato il mosaico normativo della legge 431/98. Ora stipulare questi tipi di contratti diventa possibile anche nei Comuni dove non erano stati siglati gli «accordi territoriali» fra le associazioni di proprietari e inquilini (cioè quasi tutti). In pratica il decreto (in attesa di pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale») prevede di utilizzare gli accordi siglati prima del decreto interministeriale Infrastrutture e trasporti-Economia e finanze del 30 dicembre 2002. Il tassello mancante, infatti, era proprio questo decreto, dato che per i contratti a canone «concordato» (articolo 2, comma 3 della legge 431/98) il decreto "sostitutivo" c'è già, ed è quello del 14 luglio 2004, fortemente simile a quello firmato ieri. Anzi, secondo alcuni interpreti, quest'ultimo Dm non sarebbe stato neppure necessario, dato che quello del 14 luglio avrebbe potuto applicarsi anche ai contratti a uso transitorio e per studenti universitari stante la medesima finalità. Tuttavia, formalmente, la firma di Martinat consente di procedere senza equivoci. Il meccanismo. Una volta chiarito che nel Comune in cui si trova l'immobile non sono stati fatti accordi specifici per transitori e studenti, occorre verificare se c'era però uno degli accordi proprietari-inquilini ormai scaduti: in questo caso, si utilizzano quelli, con i canoni minimi e massimi debitamente aggiornati in base alle variazioni Istat dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. In quei Comuni, invece, dove non siano stati mai definiti gli accordi (né ai sensi del Dm 5 marzo 1999 né di quello del 30 dicembre 2002), il nuovo Dm prevede di fare riferimento all'accordo «vigente nel Comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale anche situato in altra regione». Operazione non semplicissima, data la scarsità di accordi, sia "vecchi" che "nuovi". In ogni caso si adotta la tabella di ripartizione delle spese accessorie allegata al Dm del 30 dicembre 2002. Le regole del nuovo Dm si applicano anche ai contratti transitori e per studenti stipulati da compagnie assicurative, enti privatizzati e "grandi proprietari" (possessori di oltre 100 unità immobiliari). Vantaggi e svantaggi. Ricordiamo che la stipula dei contratti per studenti, a fronte di canoni più bassi di quelli di mercato, è vantaggiosa per il proprietario sotto il profilo fiscale perché consente sui canoni un abbattimento del 30% dell'imponibile ai fini Irpef e delle imposte di registro. E la durata dei contratti è ridotta in base alle esigenze dello studio. Mentre i contratti transitori (tranne che per esigenze di studio universitario, come master e simili) hanno solo l'appeal della durata, perché non beneficiano di agevolazioni fiscali. Confedilizia ha espresso soddisfazione per la nuova norma. SAVERIO FOSSATI

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