L'incontro a Milano tra Assofidi, Fiditalia e Findomestic

di Adriano Moraglio

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Questo articolo è stato pubblicato il 29 marzo 2011 alle ore 14:20.

La sede del mobilificio Aiazzone (Fotogramma)

La sede del mobilificio Aiazzone (Fotogramma)

«Ma come faccio ora? Non ho il divano nuovo, ho cominciato a pagare le rate e siamo tutti e due in cassa integrazione. E in sala continua a esserci il divano sfondato». Un po' preoccupati, un po' con ironia, due signori di mezz'età, marito e moglie, torinesi, hanno raccontato così al loro avvocato, Stefania Varca, messo a disposizione dall'associazione consumatori utenti (Acu) del Piemonte, con sede a Torino, il loro piccolo dramma collegato alla vicenda Aiazzone.

Piccolo, certo, perché si tratta di un investimento non consistente, ma va a dire che è piccolo a chi vive solo coi soldi della Cig… "Sarà un bel problema se non ci sarà la sospensione dei pagamenti delle rate da parte delle finanziarie coinvolte nel caso – dice l'avvocato – Inoltre, se i miei assistiti non volessero proseguire i pagamenti rischierebbero una segnalazione all'organismo competente e non potrebbero più avere altro credito da chicchessia. E loro sono in condizioni tali da poterne avere bisogno".

L'avvocato Varca partecipa oggi a Milano a un incontro presso Assofidi con Fiditalia e Findomestic per affrontare proprio il problema del pagamento delle rate per mobili mai consegnati. "Avevo i soldi in contati per acquistare una cucina, 4mila euro – le ha raccontato un altro truffato – ma mi sono lasciato convincere ad acquistare col finanziamento a tasso zero. Sì, qualcosa l'ho pagato in più, ma solo per le spese di istruttoria del finanziamento che era effettivamente a tasso zero. Ero andato precedentemente con mia moglie in un altro mobilificio e mi avevano fatto una proposta. Mentre tornavo verso casa mi sono accorto del mobilificio Aiazzone e ci siamo detti ‘Andiamo a vedere'. Il prezzo che ci hanno fatto era inferiore per un prodotto simile e ci siamo convinti a comprare da loro". "Il nostro dubbio – dice ancora l'avvocato Varca – è che i finanziamenti siano stati versati davvero, anche questo aspetto è da verificare. Il recente decreto legislativo in materia viene in aiuto ai nostri clienti: se cade la vendita, cade anche il finanziamento".

Anche l'avvocato Marco Gagliardi lavora con Acu Torino e mette in evidenza un'altra problematica, quella di chi ha pagato in contanti. "La loro è una situazione per certi versi più complicata, perché il recupero dei soldi non è così facile. L'ipotesi più prossima è inserirsi nel processo sul fallimento B&S. Due miei assistiti, sul finire del 2010, avevano comprato al costo di 3mila euro una cucina per la figlia che doveva sposarsi, ma quel regalo, ovviamente, non l'hanno potuto fare".

A Torino e in Piemonte tutte le principali sigle delle associazioni a tutela dei consumatori, come l'Acu Piemonte presieduta da Gianni Longo, stanno seguendo con attenzione l'evolversi della situazione dopo gli arresti di ieri.

TAGS: Acu Piemonte | Consumatori | Gianni Longo | Marco Gagliardi | Milano | S. Due | Stefania Varca | Torino

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