Inaugurata la mostra su Gio Ponti, sognando la casa variabile e fedele

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Questo articolo è stato pubblicato il 11 aprile 2011 alle ore 20:50.

Sognando con Gio Ponti la casa variabile e fedele

Sognando con Gio Ponti la casa variabile e fedele

A 120 anni dalla nascita, una mostra dei suoi pezzi cult intitolata «Omaggio a Gio Ponti» e una monografia inedita di Fulvio Irace che inaugura la nuova collana del Sole 24 Ore dedicata ai «Maestri del Design». Domani, alle ore 20, presso la sede del Sole 24 Ore a Milano (via Monterosa 91) si terrà l'inaugurazione della rassegna con interventi di Andrea Branzi, Fulvio Irace, Fabio Novembre, Alessandro Mendini e Stefano Giovannoni moderati da Fernanda Roggero, responsabile di Ventiquattro.

In mostra si potranno ammirare una selezione dei pezzi che hanno fatto la storia del design italiano, come la «Superleggera» del '55 disegnata per Cassina, il tavolo con pesci, cavallucci marini e astici decorato da Fornasetti, la bottiglia «Donna con crinolina» del '46 ideata per Venini e la «Maschera cornuta» in lastra d'argento traforata del '78 disegna per Sabattini. La mostra resterà aperta fino al 17 aprile, in concomitanza con la settimana internazionale del design a Milano.

«Per capire Gio Ponti e la sua importanza nella cultura italiana – osserva Andrea Branzi, curatore della collana – bisogna risalire alle fonti originali del XX secolo per coglierne la componente originale e le contraddizioni geniali». Senza diventare mai un architetto di Regime, Gio Ponti rispecchiò la logica contraddittoria dell'epoca. Con lui ebbe inizio il Made in Italy come realtà internazionale: art director della Richard Ginori per le ceramiche, progettista per la Venini per i vetri artistici, con la Christofle di Parigi per gli argenti, con la Krupp per le posate, con Fontana Arte per i cristalli, con l'Ideal Standard per i sanitari. Nel 1928 fondò "Domus" e nel 1941 "Stile", riviste che ebbero un ruolo centrale nel promuovere il design, l'arredamento e l'architettura moderna in Italia.
Ponti ebbe il merito di mettere in contatto fra loro le industrie d'arte (Christofle con Venini), associare architetti e produttori, presentare progettisti e progetti nelle mostre che dirigeva e poi pubblicare nella rivista "Domus".

Ed è proprio attraverso le pagine della rivista che combatte le sue vere battaglie: «quasi vinte, contro il finto antico» e «da vincere, contro il moderno brutto».«Inseguo il sogno di una casa vivente – scrive Gio Ponti –, versatile, silente, che s'adatti continuamente alla versatilità della nostra vita, anzi la incoraggi, con cento risorse che noi architetti insegneremo, arricchendola, con pareti e mobili leggeri; una casa variabile, simultaneamente piena di ricordi, di speranze e di coraggiose accettazioni, una casa "per viverla" nella fortuna e anche nelle malinconie, con quel che ha di immobile e fedele, e con quel che ha di variabile ed aperto ed aprendone le finestre perché v'entrino nel loro giro, sole e luna e l'altre stelle, e tutto è movimento, chi scende e chi sale nel mistero della crescita, e chissà cosa vedrà; rivolgendomi a voi inseguo l'immagine di una nuova società umana; questa immagine non è un miraggio irraggiungibile, e sta in noi sognarla per raggiungerla perché nessuna cosa si è avverata che non fosse dianzi sognata».

TAGS: Alessandro Mendini | Andrea Branzi | Cassina | Christofle | Fabio Novembre | Italia | Mostre | Richard Ginori | Stefano Giovannoni | Stile

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