Danimarca, il disegno in pianta del nuovo edificio firmato Big declina simboli e mix di funzioni

di Danilo Premoli

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Questo articolo è stato pubblicato il 10 maggio 2011 alle ore 12:50.

Il disegno in pianta del nuovo edificio firmato Big

Il disegno in pianta del nuovo edificio firmato Big

Con una vista spettacolare che spazia verso il Copenaghen Canal e oltre, l'architettura 8House, firmata dallo studio danese Big Bjarke Ingels Group, si articola non solo in abitazioni per persone di tutte le età, così da favorire l'integrazione sociale, ma anche in spazi per uffici e commerciali, offrendosi alla città anche grazie all'apertura dei giardini interni e all'inclinazione delle coperture, che sembrano quasi invitare ad entrare in un mondo più discreto e protetto.

Il progettista ama descriverla come "un edificio di oltre sessantamila metri quadrati dove coesistono la tranquillità della vita delle piccole città con l'energia della grande metropoli, in cui trovano spazio sia l'abitare che il business. Nell'edificio si fondono così aree comuni e vita personale, verde e cielo, che sembra a portata di mano se si sale sui tetti".
Il complesso di alloggi dell'edificio offre tre tipi di sistemazione: appartamenti di varie dimensioni, attici e villette, per un totale di 476 unità, che variano dai 65 ai 144 mq. Il mix "fluido" delle diverse tipologie è l'ideale sia per le famiglie che per single e giovani coppie e le differenti soluzioni abitative sono coordinate dalle proporzioni delle facciate e dalle dimensioni dei particolari esterni. Il disegno dei progettisti è in parte ispirato alle villette a schiera, così come all'architettura aperta e democratica di matrice funzionalista e razionalista.

Gli architetti hanno sviluppato con coerenza un edificio con una notevole estensione il lunghezza (oltre 200 metri) e con significative differenze in altezza, rendendo possibile un grande afflusso di luce all'interno, dove la comunità locale si organizza attorno al verde.
La pianta del complesso, costato 92 milioni di euro, si organizza in due corti, separate al centro dai volumi degli spazi comuni, di circa 500 mq.
Contemporaneamente, un passaggio largo nove metri attraversa il piano terra e collega e relaziona gli interni con la città. La scelta compositiva ha preferito non dividere verticalmente i volumi tra uffici e abitazioni, ma ha collocato i primi ai piani bassi e gli appartamenti nelle parti superiori, lasciando le aree commerciali a quota zero.

Come risultato, i diversi "strati" orizzontali hanno raggiunto una loro precisa qualità: gli appartamenti beneficiano della luce, del sole, dell'aria e della vista sul paesaggio circostante, mentre gli uffici, per un totale di 10.000 mq, si fondono con la vita sulla strada. Questo concetto è volumetricamente enfatizzato dalla forma di 8House, che è sollevata nell'angolo nord-est e schiacciata verso il basso all'angolo sud-ovest, permettendo alla luce e all'aria di "infilarsi" nel centro.
"La nostra intenzione -svela il progettista- è stata di realizzare un'architettura sperimentale che sorprende e richiede una vita basata su un senso di comunità. Abbiamo sviluppato le destinazioni e l'uso degli spazi in modo che i giardini, gli alberi e il sistema dei percorsi segnano il corpo della struttura fino al tetto. E qui, undici piani più in alto, questi spazi in comune sfociano in un sentiero di montagna e nei giardini panoramici". E si rimane sospesi tra terra e cielo.

TAGS: Architettura | Big Bjarke Ingels Group |

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