Sono piccoli capolavori di design, dalle linee contemporanee o addirittura avveniristiche come quelle degli Ufo, condite con un mix di bioedilizia e nuove tecnologie. Le case sugli alberi attirano sempre più chi vuol essere protagonista nelle nuove frontiere dell'eco-abitare.
Sempre meno spartane, le treehouse (in inglese) o cabane (in francese) hanno infatti come comun denominatore la sostenibilità espressa attraverso l'utilizzo di materiali green (in primis il legno), l'autonomia energetica da fonti rinnovabili e, non ultimo, la grande cura per gli alberi che le ospitano, costantemente controllati dagli agronomi per verificarne lo stato di salute e la stabilità.
Chi, prima di decidere eventualmente di farsela realizzare, volesse provare l'emozione di abitare in una casa di charme abbracciata a un tronco può farlo affittandola anche solo per qualche giorno. La società Tropical Villas ne offre diverse in locazione in tutta Europa, mentre in Italia sono almeno tre le strutture ricettive che le propongono come lussuose suite: l'Agriturismo La Piantata di Arlena di Castro (Viterbo), l'Hotel Irma di Merano e Il Giardino dei semplici di manta (Cuneo), tutte da prenotare con largo anticipo perché le richieste sono altissime.
C'è chi tra i rami ci vive davvero: è il caso di Arborea (in Piemonte), primo villaggio di arboricoli nel quale abitano una dozzina di persone in case autocostruite nel segno della sostenibilità, ma senza rinunciare a tecno-comodità come la connessione a Internet.
Sulle colline toscane, l'architetto Riccardo Barthel ha realizzato una dimora di forma ottagonale con tetto che si ricongiunge al centro con una lanterna a omaggiare la cupola del Duomo di Firenze del Brunelleschi. In ferro rugginoso, legno di recupero e grandi vetrate, la casa, nel parco di una villa privata, nasce come dépendance per gli ospiti ma può essere anche affittata. Curato nei più piccoli dettagli, il nido sospeso ha vetri termici con tende elettriche incorporate e una terrazza con vista spettacolare. «Il costo – dice Barthel – si può stimare intorno a 80mila euro».
Ferratissimo sull'argomento è l'architetto Stefano La Rocca (www.lacasasullalbero.it) che ha realizzato un'abitazione eco-compatibile in cui vivere tutto l'anno, dotata di tutti i comfort, su due livelli, di circa 50 mq, oltre a 70 di terrazza, pensata per essere ancorata a cinque faggi. «Un progetto – commenta La Rocca – che ha vinto un premio ma che non è mai stato realizzato. Il costo è di circa 150mila euro».
Del livornese Luca Difonzo (www.lcarchitetti.it), che conta su un team composto da architetti, ingegneri, agronomi, treeclimber e falegnami, è la treehouse disponibile in tre dimensioni (piccola, media e grande) con prezzi stimabili rispettivamente «in 30mila, 50-60mila e 80-100mila euro», dice.
Per privati e strutture ricettive operano inoltre alcune aziende che, benché estere, hanno rappresentanti in Italia. Due su tutte: la francese Cabane Perchée (www.la-cabane-perchee.com) e la tedesca Baumraum (www.baumraum.de) per la quale il riferimento in Italia è l'architetto Paolo Scoglio che quantifica tra 20 e 100mila euro il prezzo di tali case, «anche se – precisa – già con 40mila si possono avere buone soluzioni». Tra i manufatti realizzati da Baumraum, quelli firmati dall'architetto Andreas Wenning, autore del libro Case sugli alberi - Treehouses pubblicato in Italia da Edizioni L'Archivolto.
In Italia mancano norme specifiche
Necessari gli allacciamenti ad acqua e rete fognaria
Mentre in molti Paesi esteri le case sugli alberi sono regolarmente accatastate, in Italia non esiste una normativa specifica. Ed è il motivo per il quale molti progetti si arenano. Si tratta di operazioni complesse, realizzate in altezza, che devono tenere conto dell'architettura del paesaggio, dei vincoli di salvaguardia e delle condizioni di sicurezza. Servono studi di fattibilità anche sulla statica dell'albero. La casa sospesa (che però quasi sempre richiede ancoraggi a terra) è considerata un'abitazione normale ed è soggetta allo stesso iter burocratico. Cosa che vale anche per gli allacciamenti all'acqua e alla rete fognaria (in mancanza di quest'ultima si ricorre alla fossa Imhoff).
Non basta quindi un albero nel giardino di proprietà per poter realizzare una treehouse ma serve una licenza edilizia. E anche quando si dispone di una cubatura che permette di edificare, l'ultima parola spetta alle amministrazioni locali e il buon esito non è scontato.
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