Gli architetti d'interni lo hanno riscoperto, i designer ne ripensano le forme e le aziende italiane d'arredo tornano a inserirlo con frequenza nei loro cataloghi: lo specchio, uno dei più antichi oggetti domestici, è tornato protagonista nelle recenti fiere dedicate all'arredo e ai suoi componenti, dalla Imm di Colonia a Maison&Objet di Parigi, sino alla Housewares&Home Show di Chicago. I nuovi modelli, firmati e ricercati, escono dall'ingresso e dalla camera da letto per imporsi negli spazi-living di ambienti giovani e disinvolti.
Sempre più spesso le persone cercano specchi con una evidente connotazione di design. In passato, molti grandi artisti e designer sono stati attirati da questo oggetto, come Man Ray, che realizzò il famoso specchio con la scritta «Les Grands Transparents»; Carlo Mollino, che aveva disegnato per Zanotta un modello dalle forme femminili, chiamandolo Milo come la celebre Venere; o Ettore Sottsass, che per Poltronova negli anni 70 aveva progettato Ultrafragola, una specchiera con i bordi ondulati, rosa e luminosi. Oggi molte aziende specialiste nel design del cristallo, come Fiam e Glas Italia, producono vere e proprie sculture, puntando su un effetto scenografico. Da qualche anno le aziende più qualificate si sono misurate con questo complemento d'arredo con variazioni sul tema che il mercato mostra di gradire.
«La scelta di uno specchio – spiega Roberta Mutti, designer e trend-setter, con studi di progettazione a Milano, Singapore e Anversa – avviene in genere per ragioni puramente estetiche: uno specchio vive di per sé, di luce propria». Un grande specchio infatti dilata lo spazio, ma soprattutto lo rende animato di riflessi e anche un bagno piccolo e buio può diventare un «ambiente», grazie a un'intera parete specchiata e luminosa.
Tanti i modelli proposti dalle aziende, spesso affidandosi ad artisti e designer: Nanda Vigo, ad esempio, reinterpreta specchi del Sei e Settecento per dare vita a Rokokò, una serie di specchiere interamente di vetro molato che riprendono le forme dell'epoca e che proprio per la leggerezza del materiale si coniugano molto bene con arredi antichi e contemporanei. Alessandro Mendini inserisce nello specchio la classica immagine texture della sua più celebre poltrona (la Proust), con segni a punta di pennello. Philippe Starck, per Fiam, ha reinventato lo specchio a parete, con una sontuosa cornice e dimensioni "iper", appoggiandolo, quasi per distrazione, al muro.
Piacciono poi gli specchi luminosi, da quelli retroilluminati a quelli con lame di luci alogene. Per i tecno-dipendenti, magari stanchi dei soliti anonimi televisori Lcd, la tedesca Ad Notam produce specialissimi sottili pannelli-tv che, diventano un'unica superficie con lo specchio nel quale vengono incastonati. La particolarità di questa soluzione consiste nel fatto che viene realizzata su misura dello specchio o dell'anta dove il sottilissimo televisore va installato. La versione per il bagno è molto elegante e per far apparire e scomparire la tivù basta sfiorare la superficie. Esiste anche un modello per la cucina, con il televisore inserito nell'anta del pensile. Audiovision propone soluzioni analoghe con schermi da 4 millimetri, disponibili da 7 a 55 pollici, sia Lcd che Oled. E, infine, un grande specchio della Roca, con comandi touch screen per la radio Fm e il download dall'iPod , per regolare luci e temperatura. E siamo già alla vigilia dell'inevitabile specchio-internet che sin dal primo mattino, in bagno, ci ricorda di guardare la posta elettronica
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