I nuovi bagni scommettono sul wellness

di Giovanna Mancini

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Questo articolo è stato pubblicato il 05 aprile 2012 alle ore 08:53.

Niente da fare. I timidi segnali positivi registrati nel 2010 e nella prima parte del 2011 avevano fatto sperare le imprese dell'arredobagno in una ripresa, dopo la forte contrazione del 2009 (-15,5% nelle vendite). E invece anche l'anno scorso si è chiuso con un calo del fatturato alla produzione del 4,4% (a 2,48 miliardi), e i primi due mesi del 2012 non fanno che confermare questa tendenza negativa. «Il problema è il mercato interno - dice il presidente di Assobagno Gianluca Marvelli - che ormai offre poche chance alle aziende del comparto e più in generale dell'arredamento. La strada dell'internazionalizzazione è ormai imprescindibile: in questa direzione stiamo spingendo anche come associazione, per sostenere le aziende medio-piccole, ed è una strategia che paga».

Se è vero infatti che i dati elaborati dal centro studi Cosmit-FederlegnoArredo per il 2011 segnano una lievissima flessione anche per l'export dell'arredobagno (a quota 860 milioni, lo 0,4% in meno del 2010), questo è dovuto alle performance negative registrate in Paesi come la Grecia e la Spagna, afflitte da una grave crisi economica. Ben diversa, precisa Marvelli è la situazione dei mercati esteri nel loro complesso, che rappresenta ormai il 34,6% del fatturato totale, in crescita rispetto al 33,3% dell'anno precedente. La stessa Europa dimostra un buon dinamismo: Francia e Germania si confermano i principali Paesi di sbocco per il nostro design, con esportazioni rispettivamente per 148,9 e 112,7 milioni, in lieve crescita anche nel primo bimestre dell'anno in corso. «E poi registriamo segnali molto positivi da Medio Oriente e Far East, dove al contrario i volumi sono ancora ridotti, ma l'aumento accentuato e rapido». Vanno bene in particolare le esportazioni verso Arabia Saudita (+14% nel 2011) e Cina (+11%).
La nota dolente purtroppo si chiama Italia: nel 2011 le vendite sono scese del 5,1% e il numero di imprese del settore sono diminuite del 4,8%, passando da 1.297 a 1.235. «Il momento di difficoltà - dice il presidente di Assobagno - è legato non solo alla contrazione dei consumi, ma anche allo stallo dell'edilizia, dato che la scelta di rinnovare il bagno dipende spesso da interventi più importanti sull'abitazione, rispetto al semplice cambio di un divano o di una libreria».

Non mancano però segnali di incoraggiamento: secondo una ricerca condotta da FederlegnoArredo, il bagno è la stanza della casa su cui gli italiani desiderano investire di più, grazie al nuovo modo di concepire questo ambiente diffusosi negli ultimi anni. «Come le altre stanze, è diventato uno spazio da arredare, da vivere, da esibire», conferma Andrea Lupi, che con i fratelli guida la toscana Antonio Lupi Design. Una visione favorita anche dal settore contract di alto livello che, soprattutto all'estero, rappresenta un'importante fetta di mercato per le imprese del made in Italy, in termini di vendita e di visibilità.
Si vanno così diffondendo prodotti e arredi che puntano a fare del bagno un luogo del benessere e della cura della propria persona. Un'evoluzione che porta con sé cambiamenti radicali nella ricerca delle forme - sempre più pulite e minimali - e dei materiali, sempre più ispirati alla natura e all'ecosostenibilità (attraverso l'uso di componenti riciclabili o di soluzioni hi-tech improntate al risparmio energetico e idrico).
Ricerca estetica e innovazione tecnologica sono diventate perciò componenti fondamentali per lo sviluppo e il successo dei marchi del comparto. «Investiamo in ricerca circa il 5% del fatturato annuo - dice Mario Rossi, a.d. della viterbese Catalano - e quest'anno inaugureremo un nuovo impianto che permette di raddoppiare la produzione, garantendo una resa migliore del prodotto nel rispetto dell'ambiente».

TAGS: Andrea Lupi | Antonio Lupi Design | Assobagno | Catalano | Europa | Gianluca Marvelli | Mario Rossi | Medio Oriente | Sanità

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