Cucine hi-tech al bivio sui mercati

di Giovanna Mancini

Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 12 aprile 2012 alle ore 08:21.

«Guardi, temo che la situazione sia persino peggiore di quella registrata dai dati sul 2011». Giovanni Anzani, presidente di Assarredo, è sconfortato. «Non basta ‐ dice ‐ fare innovazione e prodotti di qualità. Il mercato interno è fermo e nei primi mesi del 2012 la situazione si è aggravata: scontiamo da un lato il blocco dei cantieri edili e dall'altra il clima di incertezza e paura che, sommato alla perdita reale del potere d'acquisto, frena i consumi degli italiani, soprattutto per quei beni, come le auto o le cucine, che normalmente una persona già possiede. È venuta meno quella mentalità, quella spinta a rinnovarli per cercare prodotti più belli o tecnologicamente più avanzati».

Una situazione che si sta rivelando tanto più grave per un settore tradizionalmente poco vocato all'esportazione come quello degli arredi per cucine. Nel 2011 (dati Cosmit/FederlegnoArredo) il comparto ha registrato un calo del fatturato alla produzione del 5,8%, scendendo da 1,9 a meno di 1,8 miliardi. Il mercato domestico è agonizzante, con un -8,5% che la lieve crescita delle esportazioni (+1,3%) non è certo riuscita a compensare, anche perché le vendite all'estero incidono appena per il 33% su quelle totali. Una quota comunque in aumento (era del 30,7% nel 2010) e che è necessario accrescere ancora, sostiene Anzani: «Ma le aziende devono strutturarsi per affrontare i mercati stranieri. Il sistema Italia deve prendere esempio da quello tedesco, che quando va all'estero si presenta compatto: Governo, banche, assicurazioni, imprese, tutti assieme».

Tra i mercati su cui le cucine made in Italy hanno buone chance c'è sicuramente la Russia, al secondo posto (dopo la Francia) per acquisti dal nostro Paese, cresciuti peraltro del 17,7% nei valori nel 2011. Ma anche, aggiunge Anzani, «i Paesi di cultura anglosassone o quelli arabi, dove è diffuso il sistema di vendita di appartamenti di alto livello semiarredati, ovvero dotati di cucine, bagni e armadi».

E proprio quello del contract o delle forniture di ambienti arredati per progetti di sviluppo residenziale di pregio è un filone in crescita su cui il nostro design può investire per riprendersi dalla crisi. Su questo punta ad esempio Strato, azienda di Sondrio specializzata in cucine di lusso, dopo l'esperienza positiva avviata per il progetto La Marina di Beirut. A Eurocucina, nel Salone del mobile 2012, l'azienda lombarda presenterà la nuova linea La Semplice, «una cucina di dimensioni ridotte ‐ spiega l'export manager Gianna Farina ‐ realizzata in serie, pur mantenendo le caratteristiche di design e ricercatezza dei materiali e delle finiture che identificano il nostro marchio».

Al contract guarda anche la marchigiana Ernestomeda, che al momento registra ordini per 650 cucine all'interno di importanti progetti di sviluppo (come il quartiere CityLife a Milano). Ma il focus dell'azienda, spiega l'a.d. Alberto Scavolini, «è legato al prodotto. La nostra offerta si fonda su progetti cucina ad alto valore aggiunto, come la nuova Icon di Giuseppe Bavuso, che presenteremo a Eurocucina. È il frutto di oltre due anni di ricerca che va oltre l'estetica e la qualità e si focalizza come mai prima sugli aspetti tecnici». Non a caso quest'anno gli investimenti in R&D, tradizionalmente attorno al 2% del fatturato, saliranno al 4%. Fatturato che, nei primi tre mesi dell'anno, in controtendenza rispetto ai dati del settore cucine citati sopra, registra una crescita del 7%: merito soprattutto delle esportazioni, in particolare verso Russia, Stati Uniti, Sud Corea, Turchia, Singapore e Libano.

La trevigiana Elmar scommette invece su un prodotto pensato per rispondere alle mutate esigenze dei consumatori, italiani e non: Slim è una nuova cucina flessibile e dalle dimensioni ridotte, ma di alta qualità, disegnata Ludovica+Roberto Palomba. «Essere contemporanei per noi non è solo una questione di stile o gusto ‐ spiega l'amministratore unico Stefano De Colle - ma significa anche capacità di adattarsi a una società che cambia e alle nuove richieste dei clienti, che sempre più spesso hanno bisogno di soluzioni funzionali per spazi più piccoli».

TAGS: Alberto Scavolini | Assarredo | Domanda interna | Ernestomeda | Eurocucina | Gianna Farina | Giovanni Anzani | Giuseppe Bavuso | Italia | Libano | Roberto Palomba | Russia | Stefano De Colle

Arreda la tua casa

Ricerca nel più vasto catalogo dell'arredamento: seleziona in successione i parametri di ricerca e trova le migliori proposte di oltre 700 aziende produttrici.

powered by: WebMobiliInterniCasaTavolaRegalo