Al Macef 70 eccellenze con Opera italiana

di Giovanna Mancini

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Questo articolo è stato pubblicato il 06 settembre 2012 alle ore 09:03.

Qualità, funzionalità, bellezza: in tempi di crisi non bastano più. Per fare il successo di un prodotto per la casa oggi più che mai è necessario anche raccontarne la storia, svelare la cultura, il mestiere e la passione che vi stanno dietro. Avvicinare il prodotto ai consumatori, sempre più informati ed esigenti, oltre che attenti al portafoglio.

Ecco allora che anche il Macef, il salone internazionale della casa in scena da oggi a domenica alla fiera Rho di Milano, arricchisce la propria offerta puntando a valorizzare, attraverso nuovi percorsi espositivi ad hoc, sezioni e momenti formativi, non solo gli ultimi prodotti delle aziende, ma soprattutto la loro anima e il loro valore aggiunto.

Nasce con questa intenzione la nuova sezione Opera italiana, che in uno spazio di 2mila mq metterà in mostra il lavoro di ricerca e la tradizione di 67 aziende italiane, già consolidate oppure agli esordi, scelte come campione rappresentativo dell'«italian style». «Quello che ci chiedono i buyer stranieri – spiega Giustina Li Gobbi, exhibition manager di Macef – è poter conoscere da vicino il processo creativo che sta dietro il patrimonio industriale del made in Italy e che dà vita a quella capacità innovativa che ha fatto grande il nostro design». Per questo la selezione delle aziende è stata fatta seguendo sì criteri di qualità ed eccellenza, ma anche privilegiando i progetti di realtà che hanno dimostrato di saper raccontare il proprio backstage. «È un modo – spiega ancora Li Gobbi – per valorizzare l'impegno di aziende spesso troppo piccole per poter affrontare da sole i mercati esteri. Ma che per crescere devono farlo e devono saper spiegare ai partner stranieri, ma anche ai consumatori finali, il contenuto di qualità e ricerca dei loro prodotti, che ne giustifica ad esempio il costo maggiore rispetto ad altri».

Per farlo, alcuni porteranno in fiera il loro bancone di lavoro, con dimostrazioni dal vivo della lavorazione, altri presenteranno video e altri documenti che illustrino come la sapiente lavorazione di materiali tradizionali (dal legno alla lana, dalla ceramica al vetro, fino al bamboo e al cacciopesto) dia vita a prodotti unici e contemporanei.
Una «via Maestra», aggiunge Marco Serioli, direttore Exhibitions di Fiera Milano, servirà poi a connettere le diverse anime del salone, come sempre articolato in quattro grandi settori (Arredo e decorazione, Tavola e cucina, Oggettistica e Argenti), sempre seguendo un percorso di scoperta del «sapere» che si cela in ogni oggetto.

E nell'ottica di ottimizzare il tempo da trascorrere in fiera per espositori (1.544) e buyer (in arrivo da 11 Paesi) sono stati pensati anche altri servizi, tra cui convegni e incontri di formazione e l'Expo Matching Program, un'agenda di appuntamenti «su misura», per favorire l'incontro di esigenze e interessi tra operatori.

TAGS: Fiere | Giustina Li Gobbi | Marco Serioli | Milano

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