Il fascino ancora attuale dello scrittoio

di Giovanna Mancini

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Questo articolo è stato pubblicato il 07 febbraio 2013 alle ore 08:25.

In tempi in cui persino il papa comunica attraverso i social network, chissà quale ambientazione sceglierebbe un novello Antonello da Messina per ritrarre il suo San Girolamo nello studio. Il dotto traduttore della Bibbia sarebbe forse intento a scrutare un dizionario online sul Pc piuttosto che un volume – o a consultarsi tramite smartphone con qualche accademico d'Oltreoceano –, ma un elemento sarebbe di sicuro identico: lo scrittoio su cui lavorare.
Fuor di metafora: ci sono arredi delle nostre abitazioni che resistono a qualunque cambiamento storico e sociale. I libri lasciano spazio a computer, tablet e ebook; impianti audio sofisticatissimi e poco ingombranti hanno sostituito strumenti o voluminose apparecchiature musicali - ma un piano d'appoggio per lavorare, studiare o intrattenersi ci occorre sempre.
Il che non significa che le aziende e i designer rinuncino a sperimentare, rendendo questo mobile senza tempo funzionale alle esigenze e agli strumenti della nostra epoca interconnessa e interattiva. Spesso innovando anche forme e materiali, con scelte modernissime, altre volte conciliando invece le nuove funzioni alle linee e al gusto di un tempo.
Si ispira ad esempio agli anni 50-60 lo scrittoio Eugenio dell'azienda veneta Morelato, che unisce artigianalità e design combinando il fascino antico del legno di ciliegio con uno stile essenziale e minimale. Un sapore vintage che richiama gli anni d'oro del design italiano emana anche dall'elegante Ernest del marchio Former: le gambe in metallo laccato, sottili e coniche, sostengono il piano lavorato «a folding» in essenza di noce.
Guarda ancora più indietro, agli anni 40, il duo di designer Marta Laudani e Marco Romanelli, che per Valsecchi 1918 hanno progettato Leo, originale scrittoio in legno massello con un ripiano in cristallo che consente di lasciare i cassettini a vista. Semplice e pulito nelle linee, Leo si propone di superare il tecnicismo tipico di questo pezzo d'arredo per indossare invece un abito dal sapore domestico. Caldo e solido si presenta Correspondences, lo scrittoio in rovere massiccio e cavvalletti in faggio massiccio, della collezione Nouveaux Classiques di Roche Bobois: qui il richiamo d'antan è accentuato dalla patina antiquaria del rivestimento.
Modernità e passato si fondono alla perfezione nell'ingegnoso La Secrète, disegnato da Philippine Dutto per Ligne Roset. Proprio come gli scrittoi di una volta, ha una porticina a ribalta che si può aprire per scrivere, ma anche uno sportello nella parte superiore, per utilizzare il mobile anche quando è chiuso, oltre a una serie di comodi cassettini e portadocumenti a scomparsa. È inoltre studiato per accogliere computer portatili con schermo fino a 17,3 pollici, tenendo ben nascosti i cavi dell'alimentazione.
L'idea della scrivania a scomparsa – di antica tradizione – ha un elegante precedente anche in anni recenti: è del 1996 lo scrittoio Elios, ideato da Antonio Citterio per Maxalto: una sottilissima struttura metallica sostiene il piano ribaltabile in rovere, che contiene all'interno tre cassetti. Sempre Maxalto, e nuovamente su progetto di Citterio, ha in catalogo Sidus (del 2004), dalle forme più morbide ma sempre essenziali, con struttura in rovere e piano rettangolare rivestito in cuoio naturale.
Decisamente contemporanei sono invece lo stile, le forme e i materiali di Duke Desk, la scrivania in metallo, con sagomatura ergonomica, di Calligaris; oppure Qwerty, novità disegnata da Andrea Lucatello per Cattelan Italia, con struttura e profili in acciaio e piano in Mdf. Miniforms, con Paolo Cappello, ha invece ideato lo scrittoio musicale Bardino, realizzato con forme e materiali che ne fanno una buona sorgente sonora, rendendolo adatto a ospitare casse per la diffusione di musica ad alta fedeltà.
Porada punta su un mix tra passato e presente con lo scrittoio Saffo, studiato da Carlo Ballabio combinando una linea moderna con materiali della tradizione: massello di noce e betulla per il piano e i cassetti, cuoietto per i sottomani. Un accenno, infine, va fatto all'originale soluzione pensata da Porro, che propone non uno scrittoio, ma un'intera postazione composta dalla libreria Load-It di Wolfgang Tolk, abbinata al sistema Modern di Piero Lissoni, che comprende piano scrittoio sospeso e pannelli a muro.

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