La nuova «pelle» dei mobili

di Antonella Galli

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 marzo 2013 alle ore 09:11.

A decretare il successo di un arredo al momento del lancio sul mercato è spesso il materiale con cui è realizzato: ma la sua portata innovativa non sempre balza agli occhi, spesso racchiusa nel Dna del materiale stesso. Quelli di ultima generazione vantano caratteri spiccati di sostenibilità, perché basati su materie prime di recupero o naturali, a cui si abbinano leggerezza e facilità di lavorazione.

Dedon, importante azienda tedesca di arredi per esterno, ha presentato Dela, nuova linea di mobili firmati da Stephen Burks composta da una poltrona e tre tavolini/pouf realizzati in fibra intrecciata su una griglia metallica. La novità di Dela consiste nella nuova fibra che l'azienda stessa ha sviluppato: è ricavata da un mix di confezioni di bevande e alimenti riciclate e polietilene, ha la leggerezza e la consistenza della carta, ma la robustezza e la resistenza della plastica tradizionale. Eumenes, al suo debutto nel 2011, ha proposto come pezzo icona la poltroncina Eu/phoria di Paola Navone: la scocca monoblocco è realizzata in Woodstock, usato nell'industria automobilistica e composto da polvere di legno e polipropilene. Le lastre di Woodstock sono termoformabili, resistentissime e leggere, e permettono l'accoppiamento a molti tipi di tessuto. Eu/phoria può essere infatti personalizzata dall'acquirente, che sceglie sia la scocca (in vari tessuti e anche imbottita), sia la struttura, a quattro gambe, con le rotelle o a dondolo.

Magis ha scelto Philippe Starck con Eugeni Quitllet per lanciare la sedia Zartan, dalle linee semplici e pulite; la particolarità di Zartan (anagramma di Tarzan) sta nel materiale di cui è composta: un impasto di polipropilene riciclato e legno per la versione «row», e di polipropilene riciclato con fibre naturali, canapa e iuta per quella «eco». Anche Moroso ha scelto per la Hemp Chair di Werner Aisslinger un nuovo materiale ecologico, leggero e molto performante proveniente dall'industria automobilistica: la Hemp Chair, monoscocca, impilabile e leggera, è stampata in una lamina robustissima ricavata da fibre vegetali di canapa e kenaf compresse con una resina acrilica a base d'acqua.

Agape, azienda mantovana di arredo bagno, ha l'esclusiva del Cristalplant biobased, un materiale «solid surface» composto di idrato di alluminio e resine di poliestere di origine vegetale, piacevole al tatto, leggero, ripristinabile al 100% se rovinato e riciclabile, con cui Agape ha realizzato numerosi prodotti del suo catalogo, dai lavabi alle vasche, ai piani d'appoggio. Lithoverde, il nuovo materiale lapideo di Salvatori che si basa al 99% sul recupero di scarti del taglio della pietra (e l'1% di resina naturale), dal suo debutto nel 2010 è stato impiegato per rivestimenti parietali di grande effetto; ma si sta affermando anche nell'ambito dell'arredo, come dimostra il tavolo Dritto che Piero Lissoni presenterà per Salvatori al prossimo Salone.

Igiene e pulizia sono il risultato pratico della metodologia produttiva Active Clean Air & Antibacterial Ceramic applicata da Iris Ceramica alle linee di pavimenti e rivestimenti Active: grazie al biossido di titanio presente in forma micrometrica sulle lastre, le piastrelle operano un'azione autopulente, antinquinante (abbassando i livelli di ossido di azoto) e antibatterica, contro i ceppi più diffusi e contagiosi.

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