Sedersi al volante come in salotto: la continua osmosi tra automotive e arredo

di Giovanna Mancini

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Questo articolo è stato pubblicato il 11 dicembre 2013 alle ore 19:07.

I punti di contatto sono moltissimi, perché entrambi i mondi – arredo e automotive – creano oggetti pensati per rispondere alle esigenze di chi li acquista: mobili e auto devono essere utili a chi li usa, ma anche farli sognare e sentire a proprio agio; devono infondere sicurezza e solidità; essere comodi e semplici da utilizzare. Soprattutto, nella propria auto e nella propria casa bisogna potersi riconoscere.

Ecco perché l'osmosi tra un settore e l'altro è stata costante negli anni, e in entrambe le direzioni, come nota Giulio Cappellini, imprenditore e designer che di questo rapporto è stato assiduo frequentatore in prima persona. A cominciare dalla sua versione per una serie limitata della «Fiat Cappellini», ideata in occasione del lancio della nuova Cinquecento nel 2007. Fino a un progetto, attualmente in corso, di reinterpretazione di una vettura storica per il marchio Ermini, che a marzo sarà presentata al Salone di Ginevra.

«L'aspetto fondamentale di questo rapporto – spiega Cappellini – è che in entrambi i settori le aziende creano oggetti per il pubblico. E per incontrarne il favore è necessario tenere conto dei cambiamenti che avvengono nella società e nel gusto». Come il prevalere, oggi, di forme morbide e rassicuranti, contro le linee più nette e spigolose del passato. «Ma anche i materiali e i colori si rimandano di continuo tra questi due mondi – prosegue il designer –. E poi c'è l'aspetto delle tecnologie, che vede storicamente l'arredo attingere molto dall'industria dell'auto». La stessa Cappellini, nel 1997, aveva realizzato le sedute Hi Pad e Low Pad, ideate da Jasper Morrison, utilizzando per il rivestimento le soluzioni e le tecniche di produzione dei sedili delle vetture.

Tra i pionieri di queste incursioni da un campo all'altro troviamo B&B Italia, che nel 1966 adottò dall'automotive la tecnologia del poliuretano schiumato a freddo per realizzare il divano Colorado. Da allora l'azienda lombarda realizza con questa tecnica tutti i suoi imbottiti, che ne guadagnano in comfort e flessibilità, come il Bend Sofa progettato nel 2007.
L'ultima novità arrivata sul mercato è invece l'elegante poltrona Luft, disegnata da Walter de Silva (direttore Design Volkswagen Group) per Poltrona Frau, in collaborazione con Audi design. Dallo storico marchio di arredo Luft eredita l'artigianalità nella lavorazione della pelle; dall'azienda di motori ha preso il suo elevato contenuto tecnologico.

Dello Poltrona Frau Group fa parte anche Cassina, che lo scorso giugno ha lanciato la seduta Motek, progettata dal designer veneziano Luca Nichetto sfruttando la tecnologia di stampaggio a termopressione, caratteristica del comparto automobilistico. Ma gli esempi sarebbero tanti: citiamo solo a titolo di esempio Crédence, credenza-scultura ideata da Xavier Lust per De Padova e prodotta in serie limitata, che al mondo dell'auto si ispira nelle forme curve della struttura e nella verniciatura lucida delle ante. Un "debito" tecnologico è invece quello che lega al mondo dell'auto le due poltroncine Gelsomina e Guscio Alto, prodotte da Flexform. Mentre un'operazione tarsversale e originale ha dato vita tre anni fa a un progetto più complesso, The Dwelling Lab, che ha visto collaborare l'azienda di tessuti Kvadrat, i designer Patricia Urquiola e Guido Ridolfo, la Bmw e il marchio di illuminazione Flos

TAGS: B&B Italia | Bmw | Cassina | Design Volkswagen Group | Flexform | Flos | Giulio Cappellini | Guido Ridolfo | Imprese | Jasper Morrison | Luca Nichetto | Patricia Urquiola | Poltrona Frau | The Dwelling Lab | Walter de Silva | Xavier Lust

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