Baccarat compie 250 anni, Daniela Riccardi spiega le strategie di un brand senza tempo

di Antonella Galli

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Questo articolo è stato pubblicato il 30 gennaio 2014 alle ore 20:12.

A Parigi la maison del cristallo ha avviato le celebrazioni dello storico anniversario. Daniela Riccardi, nuovo ceo, racconta progetti e strategie per un brand dal fascino oltre le mode.
Nelle sale della Maison Baccarat, in Place des États-Unis, 16° arrondissement, fervono i preparativi: il ricevimento del 24 gennaio segna l'inizio ufficiale dei festeggiamenti per il 250° anniversario della manifattura di cristalli più celebre di Francia (del 1764).

Daniela Riccardi, ceo di recente nomina (da Procter&Gamble e Diesel), ci riceve ai piani alti dell'edificio, un hôtel particulier che fu dimora della contessa Marie Laure de Noailles, mecenate di artisti come Dalì, Balthus, Cocteau. Baccarat vanta un'eredità impegnativa e una produzione specializzatissima: tra progetti e nuovi mercati, Daniela Riccardi racconta la sua visione per portare Baccarat oltre il traguardo dei 250 anni.

Come ha affrontato questo nuovo incarico?
La mia scelta è partita dalla bellezza della marca. Dopo anni in Procter&Gamble, la marca per me è ragione centrale. Nella vita poche volte mi capiterà di gestirne una che ha 250 anni di storia. Ho prima di tutto cercato di capire dov'è la forza della marca, e come ha fatto Baccarat a sopravvivere per 250 anni. Il primo punto è il lusso autentico: è il cardine. Il secondo è il savoir-faire: abbiamo 22 Meilleurs Ouvriers de France (maestri artigiani riconosciuti dallo Stato, ndr), nessuna azienda può vantarne tanti. Un patrimonio di competenze incredibile: i prodotti Baccarat richiedono decine o centinaia di ore di lavoro e possono esistere solo nell'ambito del lusso.

Che strategie ha impostato a partire da questi punti di forza?
Di tre tipi: di categoria, geografiche e di distribuzione. Per quanto riguarda le categorie, rimarremo nell'ambito di tavola e decorazione, illuminazione e arredo, bijoux. Questo palazzo parigino, la nostra sede, offre un'ulteriore chiave di lettura per gli oggetti Baccarat: li inquadra in un contesto di convivialità e raffinatezza. Li vogliamo trasmettere come parte di un lifestyle. Vorrei che i bicchieri diventassero come le borse per le donne, l'accessorio della casa che rende la tavola qualcosa di cui si parla. Vorremmo accendere il desiderio di giocare con questi oggetti: così si va alle origini della marca, perché Baccarat è stata voluta da un monarca francese per avere i cristalli più belli nei suoi ricevimenti, di cui tutto il mondo parlava.

Come è percepito Baccarat nei nuovi mercati?
I nostri clienti storici vengono dal Medio Oriente, dalla Persia, dall'India, dalla Russia: sono i mercati dove Baccarat si è resa presente prima. Si pensi che un forno era stato dedicato a fare i pezzi per lo Zar. L'unico paese dove siamo relativamente nuovi è la Cina, per ragioni storiche. Quando i cinesi vengono a Parigi, i pezzi che chiedono sono i quelli storici. In alcuni casi abbiamo dovuto recuperare tecniche desuete, come per i vasi Simon, che richiedono due anni di lavoro ciascuno.

Che piani di sviluppo avete sugli Stati Uniti?
A giugno abbiamo aperto a New York un flagsghip store imponente su Madison Avenue e pianificato un rafforzamento generale; in questo mi aiuterà l'apertura del luxury hotel and residence Baccarat (di fronte al Moma), previsto per fine anno. Gli architetti sono la coppia francese Gilles & Boissier: Dorothée Boissier ha progettato insieme a Starck questa casa. Il concetto è di trasportare a New York l'esperienza di un hôtel particulier come questo. Starwood che è il nostro majority shareholder ha un'enorme esperienza negli alberghi.

Come arriva una manager italiana a capo di un brand francese come questo?
Essere donna è stato un punto a favore, per la sensibilità nell'arte del ricevere; e anche essere italiana, perché siamo considerati tra i maggiori esperti nel lusso, nella sensibilità artistica e culturale. Ma ha contato anche la formazione manageriale, garanzia di etica e professionalità.

TAGS: Daniela Riccardi | Dorothée Boissier | Francia | Marchi e brevetti | Marie Laure de Noailles | Meilleurs Ouvriers de France | Moma | Stati Uniti d'America

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