A Milano debutta la nuova scuola di design «firmata» Marangoni

di Nicoletta Morabito

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Questo articolo è stato pubblicato il 30 gennaio 2014 alle ore 17:12.

Si aprirà il 3 febbraio prossimo la Design School Marangoni, una nuova costola dell'Istituto milanese, che dal 1935 ha sfornato quattro generazioni di professionisti della moda e del lusso con un obbiettivo preciso, sviluppare competenze e far cresce nuovi talenti. L'Istituto Marangoni istruisce nel settore moda ogni anno 2.500 studenti provenienti da tutto il mondo nei quattro campus di Milano, Londra, Parigi e Shanghai. La scuola di Design si trova in via Cerva, nel quadrilatero della moda e del design milanese, un palazzo di quattro piani interamente progettato e arredato sotto la direzione artistica di Giulio Cappellini.

A Milano le scuole di design non mancano di certo e allora perché aprirne una nuova? «Oltre il 90% dei prodotti di design sono ideati e realizzati in Italia - spiega Giulio Cappellini - e Milano ne è la capitale mondiale indiscussa, lo spazio per un nuovo centro didattico che avvicinerà la cultura industriale a quella formativa, non mancava di sicuro».
Roberto Riccio, group managing director della scuola, aggiunge: «Il nostro progetto didattico sarà unico e personale avendo come chiave di lettura non solo il progetto, ma anche la sua gestione». L'offerta formativa copre le aree dell'interior, industrial e visual design e si suddivide in programmi under graduate e postgraduate che si articolano in quattro tipologie di corsi: annuali, triennali, preparatori e master.
«Qui il design sarà declinato in tutte le sue forme e voglio sottolineare l'importanza del rapporto 1 a 10 tra docente e studenti per l'insegnamento delle materie di progetto», ha sottolineato Massimo Zanatta, direttore della scuola.

Alla base di tutto l'approccio interdisciplinare, con teoria e pratica che spazia dal marketing ai prototipi creati in laboratorio, dai seminari specializzati, al continuo contatto con le più importanti realtà italiane e internazionali del settore. La creatività degli studenti troverà anche altri strumenti per esprimersi al meglio come la meterioteca, il laboratorio di modellazione leggera che permetterà la percezione della tridimensionalità, delle forme, delle tecniche costruttive; una biblioteca specializzata e il meglio dei sistemi informatici di ultima generazione.

Il primo impatto visivo di chi visita la Design School Marangoni è il senso di trasparenza, eleganza, essenzialità e luminosità che i suo spazi trasmettono. Giulio Cappellini puntualizza: «Abbiamo voluto creare un ambiente italiano con impronta milanese creando zone dedicate a piccoli gruppi di studenti caratterizzati da toni caldi e con qualche presenza di legno naturale e spot di colore, il tutto illuminato con luci soft per facilitare il lavoro e lo studio».

TAGS: Architettura | Giulio Cappellini | Italia | Marangoni | Massimo Zanatta | Roberto Riccio |

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