Le start-up che innovano la domotica: la casa «si comanda con un gesto»

di Marco Panzarella

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 novembre 2014 alle ore 16:34.

Un braccialetto connesso alla rete domestica, capace di leggere i movimenti del polso e inviare comandi a tutti i dispositivi elettronici casalinghi: dallo spegnimento delle luci alla regolazione del termostato, fino alla chiusura delle tapparelle.

Si chiama Hiris ed è il progetto vincitore della prima Smart Home Hackathon, la competizione tra startup e giovani innovatori sul tema della casa connessa, organizzata dall'associazione Energy@home e ospitata dall'i3P, Incubatore del Politecnico di Torino.
Hiris è frutto del lavoro condiviso di tre startup (Apio, Circle Garage e SpotSoftware), che durante le giornate dell'evento hanno unito le loro competenze riuscendo a sviluppare una nuova tecnologia.

Oltre a loro, più di cento ragazzi provenienti da tutta l'Italia e suddivisi in 14 team, hanno sfornato decine di idee “compatibili” con le linee guida tracciate da Energy@home, che si pone l'obiettivo di definire degli standard tecnologici condivisi, che permettano ai dispositivi elettronici presenti in casa di comunicare tra loro.

Per l'occasione, tutti i partecipanti hanno avuto a disposizione dei prototipi di elettrodomestici e un contatore elettronico, oltre alla versione 0.9 della piattaforma Jemma, un software open source realizzato dall'Istituto superiore Mario Boella, che gira sul gateway Telecom e consente di interagire con i dispositivi connessi della casa.

«L'obiettivo è rendere gli utenti consapevoli dei loro consumi - spiega Fabio Bellifemine, direttore dell'associazione Energy@home, nata nel 2012 e costituita da 23 associati, fra cui numerose aziende che operano nello stesso mercato -. Ciò è possibile attraverso l'utilizzo di smartphone e tablet, che monitorano e controllano a distanza l'attività degli elettrodomestici, evitando inutili sprechi. È vero, oggi il mercato della Smart Home è di nicchia ed esistono solo modelli sperimentali in Gran Bretagna, Olanda e Italia. In futuro, però, ci saranno sempre più case “intelligenti” e il fatto che molte aziende concorrenti stiano studiando un modello condiviso, è la testimonianza che nel breve periodo assisteremo a grandi cambiamenti».

Dietro Hiris, si è classificato il progetto Smart Tips, un gioco da scaricare sullo smartphone, ideato da un gruppo di studenti e integrato con Energy@home, che favorisce il risparmio energetico e l'ottimizzazione dei consumi. Il funzionamento è semplice: se, ad esempio, il riscaldamento è acceso ma la casa sta consumando troppa energia, l'utente riceve un sms sul telefono che lo avvisa dell'anomalia; a quel punto, se compie l'azione giusta (ad esempio chiudere la finestra) conquista dei punti.

Al terzo posto, infine, si è piazzato Ned, un prodotto ideato da una startup incubata all'i3P, che si occupa del cosiddetto “monitoraggio non intrusivo”: utilizzando tecniche di elaborazioni dati, il sistema riesce a stimare, con la sola lettura del contatore, il consumo dei singoli elettrodomestici. Anche questa soluzione, come le precedenti, è stata integrata con Energy@home.

TAGS: Dietro Hiris | Fabio Bellifemine | Italia | Scuola e Università | Telecom

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