Manhattan torna alla normalità trainata dal segmento del lusso

di Marco Valsania

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Questo articolo è stato pubblicato il 01 febbraio 2011 alle ore 00:36.

Con la ripresa tornano a fiorire progetti immobiliari a Manhattan, anche dove la crisi aveva più inciso. È il caso del distretto finanziario, Fidi in gergo, lungo le tortuose strade di sapore europeo che avvolgono Wall Street: la recessione aveva paralizzato o lasciato vuoti una ventina di immobili, spesso di fascia alta. Adesso sono tornati sul mercato: l'ex sede di Jp Morgan, al 20 di Pine Street, è stata trasformata in abitazioni ormai quasi tutte vendute. Poco più a nord, nel quartiere di Soho, va a ruba un palazzo "maledetto": quello dove era stato trovato morto per un'una overdose accidentale di farmaci l'attore Heath Ledger.

Il numero 419-421 di Broome Street, dove Ledger affittava casa due anni or sono, è stato ristrutturato dando vita a cinque grandi appartamenti. Sul mercato sono finiti a novembre: quattro sono stati acquistati nel giro di una settimana, per cifre comprese tra i 3,9 e i cinque milioni di dollari (un dollaro = 0,73 euro) e al termine di accese aste al rialzo.

Il recupero ha contagiato il Fidi, il Financial district. Il 90% delle 406 residenze ricavate tra le mura che furono di Jp Morgan è stato venduto oppure ha contratti in fase di approvazione finale. Anche se le vendite sono avvenute con uno sconto rispetto alle ambizioni originali: il costo per piede quadrato (1 mq = 10,76 piedi quadrati) è sceso a 700 o 800 dollari rispetto ai 1.100 o 1.200 dollari dell'era pre-crisi.

Simili sintomi di ritrovato smalto sul mercato residenziale hanno inaugurato il 2011. Stando al real estate board di New York, negli ultimi tre mesi si è verificato un incremento del 10% nel prezzo medio delle abitazioni nell'intera metropoli, a 736mila dollari. Manhattan ha fatto la parte del leone, con un costo medio doppio per appartamento: 1,45 milioni di dollari, aumentato di circa il 14 per cento. Si tratta dei primi incrementi in doppia cifra percentuale dal 2007, l'anno dello scoppio della bolla immobiliare e finanziaria.

Tracce di moderazione, in omaggio a un'economia ancora sottotono, restano come dimostrato dagli "sconti" a Pine Street. La nuova formula, cioè, ridimensiona sfarzi ed eccessi. Il prezzo medio a Manhattan si è a sua volta ripreso dai minimi, pari a 1,3 milioni, ma resta inferiore alle vette toccate due anni or sono, ovvero 1,7 miliardi.

La città ha tuttavia potuto beneficiare di un riscossa dell'occupazione che si è fatta sentire nel real estate: sulla base dei dati comunicati dalle autorità statali i posti di lavoro nel settore privato sono aumentati dell'1,6% nell'ultimo anno e lo stesso settore finanziario, epicentro del collasso, ha dato vita a migliaia di nuove assunzioni.

Gli ultimi mesi hanno così evidenziato quelli che i broker definiscono segnali di "normalità" per New York. Le vendite tra ottobre e dicembre sono state in linea con le medie storiche, circa 2.300. Gli appartamenti invenduti, oltre 7.200, sono a loro volta su livelli abituali. E sono diminuiti i giorni necessari per vendere una casa: 125 rispetto ai 204 dell'anno precedente.

La tendenza a nuovi acquisti, con qualche cautela, si è riaffermata nella stessa fascia di maggior lusso, le abitazioni sopra i dieci milioni di dollari. Ne sono passate di mano 25 nel quarto trimestre 2010, rispetto a 18 sul finire del 2009. Vale a dire molte meno delle 55 che stabilirono il record nel 2008, ma più del minimo di 18 dei trimestri peggiori della crisi.

Il progetto di Staten Island
È stato un porto della marina militare. Prima ancora ha ospitato un produttore di birra, una squadra di football americano e negli anni 30 un cinema stile Art Deco da 2.500 posti dove erano di casa stelle di Hollywood del calibro di Clark Gable e Mary Pickford. Agli inizi erano solo terreni delle fattorie della potente famiglia di Cornelius Vanderbilt.

L'area sulla baia di Manhattan del quartiere di Stapleton, nell'isola di Staten Island, è stata anche a lungo al centro di progetti: da un circuito Nascar per gare automobilistiche a un parco divertimenti. Adesso per questi 140mila metri quadrati in disuso è scattata l'ora del risanamento: si trasformeranno, nei piani del costruttore Ironstate, in uno dei nuovi grandi sogni post crisi di rilancio urbano a New York. Metà edilizia residenziale e metà commerciale, con tanto di parco sull'acqua. E con un occhio a cambiare l'immagine di Staten Island come quartiere dimenticato: a pochi minuti dal molo dove attraccano i traghetti che in 25 minuti collegano l'isola a Manhattan, vuole attirare anche a fini immobiliari i due milioni di turisti che ogni anno salgono sui battelli per solcare la baia e godersi il panorama.

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