Svizzera d'élite a Gstaad

di Madela Canepa

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Questo articolo è stato pubblicato il 23 febbraio 2012 alle ore 09:01.

A Natale per le sue strade costeggiate da suggestivi chalet, e sulle piste, circolava la pop star Madonna con famiglia. Erano tutti ospiti allo Chalet Gifferhorn, dello stilista Valentino che di questa località dell'Oberland Bernese è un habitué così come lo sono (o lo sono stati) molti altri rappresentanti del jet set internazionale, da Sean Connery a Johnny Holliday, da Bernie Ecclestone a Lady D.

Ai vip Gstaad piace almeno quanto Saint Moritz e la loro massiccia presenza è una delle ragioni del successo turistico della località. Qui non c'è crisi internazionale che tenga, non c'è moneta forte che spaventi, non c'è Lex Koller che faccia desistere chi vuol metter su una seconda (spesso terza o quarta) casa. Sarà la bellezza del luogo, l'innevamento e un comprensorio di 250 km di piste, un perfetto campo da golf. Sarà l'offerta (a detta di alcuni ridondante) di hotel e ritrovi di lusso, ristoranti gourmad, boutique chic. Fatto sta che la località dell'Oberland Bernese è una certezza per chi vuole investire sul mattone con quotazioni che oscillano tra i 20 e i 57mila euro. «Abbiamo registrato solo una leggera flessione del mercato – conferma Antonia Crespi, office manager Engel&Völkers a Gstaad –. In linea generale la tendenza è di mantenere le proprietà acquisite come investimento».

Il problema di Gstaad è piuttosto la scarsa disponibilità di offerta, soprattutto nelle zone più quotate come Oberbort dove si trova il leggendario Palace Hotel, o Wispile. «Un bacino immobiliare limitato rispetto alla richiesta – precisa Denis Burrus, tiolare della Burrus & Partners – nella vallata di Gstaad non si contano più di 3.500 appartamenti». Un bacino più rado per chi non abita in loco: la Lex Loller, varata per contenere il mercato delle seconde case, e che per Gstaad prevede che agli stranieri non residenti siano vendute solo abitazioni sotto 200 mq di superficie, è stata superata, qualche settimana fa, da una legge emanata dal comune di Saanen cui Gstaad fa capo. Impone che possano investire nel mattone in loco solo persone che lì abbiano la residenza principale, svizzeri inclusi. In alcune aree periferiche limita l'acquisto da parte dei non residenti al 30% di ciò che viene costruito. Una regola, commenta Antonia Crespi «che rischia di trasformarsi in boomerang, rendendo il mercato più difficile e speculativo».

I prezzi intanto sono già alle stelle: «Per acquistare a Oberbort – precisa Burrus – si va dai 29 ai 45mila euro, mentre a Wispile da 20 a 30mila». Mediamente, nel perimetro del paese la media è 20-29mila euro per diventare proprietari di un appartamento.

La zona è determinante della definizione del prezzo spiega Thierry Fisher, general manager della sede locale John Taylor: «Un appartamento di 400 mq costa 6-7 milioni di franchi». Apprezzate negli immediati dintorni del paese anche le zone di Bissen e di Gruben, quest'ultima poco costruita.

In linea di massima, continua Fisher: «Le quotazioni del nuovo di lusso si aggirano intorno 41mila euro, ma se l'oggetto è particolarmente prestigioso si sale a 50 a anche più».

Proprio come nel caso delle abitazioni in corso di realizzazione nel resort dell'Hotel Alpina, sette stelle che sarà inaugurato alla fine dell'anno: sono in vendita a partire da 57mila euro al mq.

Molti gli italiani che acquistano o che affittano così come, tradizionalmente, dalla Grecia, la Spagna, il Belgio. Tuttavia, continua Antonia Crespi, la sua agenzia ha registrato un aumento di richieste da potenziali acquirenti svizzeri, tedeschi, austriaci, inglesi e monegaschi.

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