Il mattone richiama i wine lovers

di Enza Moscaritolo

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Questo articolo è stato pubblicato il 14 marzo 2013 alle ore 09:03.

Turismo enologico e mercato immobiliare vanno a braccetto. Nei territori ad alta vocazione vitivinicola, complice l'exploit del wine tourism, le compravendite di cascine e casolari immersi nei vigneti esercitano ancora una discreta attrazione, al Nord come al Sud.
È il caso, ad esempio, della Franciacorta, zona collinare tra Brescia e il lago d'Iseo, nota per la vocazione spumantistica. «Da qualche anno si registra la richiesta di cascine da parte di cantine vinicole – fa sapere l'agente immobiliare Michele Garosio della rete Tecnocasa –, cercano quasi sempre strutture ampie, attorniate da terreni.

Spesso vi realizzano anche bed and breakfast per accogliere i turisti. La presenza di parchi e piste ciclabili incoraggia, inoltre, la domanda di acquirenti provenienti da Brescia città, spinti dalla sicurezza che per molti anni la zona resterà immersa nel verde, grazie a stringenti vincoli urbanistici».

Investimenti di aziende agricole, ma anche voglia di evasione e ricerca di un diverso stile di vita, a ritmi più slow, spingono verso queste zone. Il Chianti in Toscana, ad esempio, ha fatto scuola in questo campo e ne rimane la punta di diamante. «Gli acquirenti sono per la maggior parte privati – spiega Marco Tedeschi, titolare di Toscana Immobiliare, agenzia del luxury real estate – e questa zona, che rimane un fiore all'occhiello per chi vuole farsi un nome nel settore del vino, registra un trend in forte crescita. I prezzi al metro quadro vanno dai 4.500 ai 4.900 euro, ma possono subire oscillazioni considerando che in alcuni casi si tratta di pezzi unici in base all'esposizione e alle condizioni del restauro. C'è ancora interesse da parte di italiani, ma di più da parte di stranieri. Inglesi e americani, dopo anni di assenza, stanno tornando. Ci sono clienti dal Belgio, Olanda e Francia. Insieme ai tanti russi, infine, si stanno affacciando realtà emergenti, provenienti dal Brasile e dalla Cina. Da tenere d'occhio anche indiani e argentini, che sono già presenti nelle nostre zone».

Tiene il mercato nelle aree delle eccellenze enologiche piemontesi: Langhe, Roero e Monferrato sono state candidate nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. Se dovessero ottenere il riconoscimento nel 2014, potrebbe crescere il potenziale della zona. «Nel 2012 l'80% degli acquirenti di cascine e casali sono stati stranieri – dichiara Luigi De Vico di Piemonte Houses –. Ville e B&B con vigneti attraggono investitori dal Nord Europa, Benelux, ma anche Stati Uniti e Australia». Le richieste oscillano da 250mila a 500mila euro per una cascina di 400 mq, con annesse pertinenze e appezzamento esterno di 5mila mq. «Senza terreno circostante la cascina perde appeal» aggiunge. In flessione il mercato, invece, in Valpolicella, dove un ettaro di vigneto per il pregiato Amarone si attesta intorno a 400mila euro: «Si fatica a trovare rustici e cascinali liberi – commenta Luciano Fantoni della Fantoni Immobiliare –, oggi si espande solo chi è già nel settore e gode di buoni margini di guadagno». Anche a Conegliano Veneto, patria del prosecco, si registra la medesima situazione: «Attualmente non c'è molto scambio: l'offerta di rustici in collina, con prezzi che variano da 250mila euro a 500mila euro, è abbastanza limitata», osserva Francesco Zago dell'agenzia Re/Max di Conegliano Veneto.

È il Salento, invece, la sorpresa in questo settore, in particolare le province di Brindisi e Lecce dove si produce il Salice Salentino Doc. La crescente attenzione è testimoniata anche dall'inaugurazione lo scorso ottobre della Masseria Altemura a Torre Santa Susanna, nel Brindisino, di proprietà della famiglia Zonin, con annessa foresteria per i wine lovers che intendono soggiornare nella prestigiosa dimora di fine Settecento, completamente ristrutturata grazie a un investimento di circa 10 milioni di euro. Ma sono soprattutto gli stranieri a innamorarsi del Salento: «È l'inizio di un trend che nei prossimi anni potrà consolidarsi – sostiene Fabio Ingrosso dell'agenzia ThePuglia –: sono venuti meno gli acquisti in fascia media, intorno ai 500mila euro, a fronte di una maggiore richiesta di masserie, con richieste che vanno ben oltre il milione di euro».

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