Litisconsorzio per rivendicare la proprietÓ esclusiva

di Enrico Morello

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Questo articolo Ŕ stato pubblicato il 27 novembre 2013 alle ore 20:14.

La Cassazione interviene, a Sezioni Unite (decisione 13/11/2013 n. 25454), per comporre un contrasto giurisprudenziale in merito alla necessitÓ o meno del litisconsorzio necessario, nei confronti di tutti i condomini, relativamente ad una controversia introdotta da un condomino contro un altro condomino. Nel caso di specie, il condomino S.G. si rivolgeva al Tribunale di Lecce chiedendo ordinarsi la demolizione di un muretto che il condomino D.G. avrebbe eretto in area di proprietÓ condominiale.

A tali domande, il convenuto rispondeva limitandosi ad eccepire la proprietÓ esclusiva dell'area ove egli aveva edificato il muretto.
Nel dirimere il contrasto, le Sezioni Unite dichiaravano di prendere le mosse dalla decisione della sentenza n. 7705/1996 della stessa Cassazione Civile che, nell'individuare i casi, in tema di controversie in materia condominiale, nei quali si renda necessario il litisconsorzio necessario esteso a tutti i condomini, avevano (seguendo l'orientamento al tempo dominante) esteso tale necessitÓ anche ai casi, come quello in esame, ove il condomino convenuto si limitasse a opporsi ad una avversa domanda eccependo la proprietÓ esclusiva del bene ma non proponendo domande riconvenzionali dichiarative in tal senso.
Successivamente a tale decisione, osservava la Corte, si erano poi formati due differenti orientamenti (da qui l'intervento a Sezioni Unite): l'uno volto a ravvisare "la necessitÓ di integrare il contraddittorio soltanto nel caso in cui il convenuto proponga a sua volta domanda riconvenzionale per l'accertamento della proprietÓ esclusiva del bene" (Cass.Civ. 27447/06), e l'altro viceversa che riteneva sussistere tale esigenza anche qualora il convenuto si limitasse a far valere la proprietÓ esclusiva del bene a titolo di eccezione rispetto alle domande presentate nei sui confronti. (Cass.Civ. 4624/13).

Nel comporre (appunto con la decisione depositata il 13 novembre) il contrasto, le Sezioni Unite dichiarano di aderire a tale ultimo orientamento meno restrittivo, e cioŔ di ritenere, ai sensi dell'art. 102 Cod.Proc.Civ., necessaria la chiamata in causa di tutte le parti coinvolte (in questo caso i condomini) solo qualora la sentenza resa in assenza di alcune di loro sarebbe di fatto (e per ragioni di diritto sostanziale) pronunciata inutilmente.
E' chiaro, allora, argomenta la Corte, che nel caso preso in esame (il condomino-convenuto non aveva presentato domande riconvenzionali di proprietÓ esclusiva del bene), la sentenza resa in assenza degli altri condomini non sarebbe inutile nÚ qualora vinca l'attore, che potrebbe certamente fare eseguire il provvedimento con conseguente demolizione del muretto, e nÚ nel caso di sentenza favorevole al convenuto, dato che come annota la Corte, egli rimarrebbe certamente esposto ad eventuali analoghe iniziative da parte di altri condomini o del Condominio, ma avrebbe "comunque conseguito l'utile effetto di respingere le pretese del soggetto pi¨ determinato a rivendicare il bene".
Quindi, qualora il condomino chiamato in causa non si limiti a eccepire la proprietÓ esclusiva del bene ma proponga domanda riconvenzionale per la proprietÓ esclusiva, vi sarÓ certamente la necessitÓ ineludibile di estendere il contraddittorio a tutti i condomini.

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