RIDUZIONE DELLA TARSU SE IL SERVIZIO NON FUNZIONA

Abito in provincia di Roma. Pago regolarmente la Tarsu per la raccolta differenziata. Il Comune, circa due anni fa, ha iniziato a raccogliere anche gli sfalci di erba, mediante la consegna di grossi recipienti. Premetto che ho fatto la domanda per avere uno di quei recipienti ad aprile 2012, ma ad oggi, nonostante i vari solleciti, la consegna non è avvenuta. Mi è stato riferito da alcuni addetti ai lavori che il Comune ha gestito male la distribuzione di questi contenitori. Visto che alcuni cittadini, anche miei confinanti, hanno avuto i recipienti, mentre io devo consegnare gli sfalci all'isola ecologica, posso chiedere il rimborso sulla somma che mi viene chiesta per il pagamento della tassa?
Una domanda di rimborso, seppure solo parziale, sembra proponibile. Il singolare disservizio di cui è responsabile il Comune non è sanzionato in modo specifico dalla legge. Perciò dobbiamo rinviare il lettore ad un principio più generale, e cioè all’articolo 59, comma 4, del Dlgs 15 novembre 1993, n. 507: «se il servizio di raccolta… è effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento… relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, da stabilire in modo che l'utente possa usufruire agevolmente del servizio di raccolta, il tributo è dovuto nella misura ridotta», ossia con uno sconto fino al 60 per cento della Tarsu applicatagli per il 2012 e precedenti. Proporzionalmente a questa riduzione, può essere chiesto il rimborso (Corte di cassazione, 7 novembre 2005, n. 21512). In questo senso si sono espresse anche la giurisprudenza di merito (Commissione tributaria regionale del Lazio, sezione 7ª, 29 maggio 2006, n. 32) e di legittimità (Corte di cassazione, 23 marzo 2005, n. 6312: «il prelievo tributario della tassa per lo smaltimento dei rifiuti… presuppone necessariamente che il contribuente abbia la possibilità di utilizzare il servizio»).Una norma identica è prevista per la Tares (articolo 14, comma 16, del Dl 6 dicembre 2011, n. 201), che sostituisce la Tarsu dal 2013.

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