Negli affitti «top» i russi ora superano gli inquilini stranieri

di Antonella Scott

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Questo articolo è stato pubblicato il 18 dicembre 2010 alle ore 20:05.


Appare all'improvviso dietro l'angolo della via Mashkova, ti fa pensare di essere preda di un folle volo della fantasia: la casa-uovo di Fabergé, piano terra con garage e bianchi oblò, appartamento su due piani in mattoni rossi, attico scuro incoronato da finestrine. «Mosca non ha mai avuto nulla del genere e mai potrà andare oltre», garantisce il sito «L'altra Mosca», guida all'architettura moderna nella capitale russa. Per osare di più, spiega, bisognerebbe costruire la casa-cetriolo o la casa-salsiccia, ma questo significherebbe superare davvero ogni limite.


La casa-uovo è opera di Serghej Tkacenko, architetto responsabile per il grande e controverso piano di sviluppo di Mosca lasciato in eredità dal sindaco di recente licenziato dal Cremlino, Jurij Luzhkov. Una pietra preziosa completata nel 2002: 300 metri quadri, dieci milioni di dollari.

È ormai opinione comune che il mercato immobiliare russo abbia superato la crisi: i progetti congelati negli anni scorsi riprendono vita e la domanda è in aumento. Ancora troppo poco, però, per trovare un acquirente interessato a una casa così eccentrica: in via Mashkova, finestre chiuse e portone deserto, l'uovo di Tkacenko attende ormai da lungo tempo, vuoto. Anche l'altra creatura di Tkacenko, il piano generale per Mosca, attualmente è in stand-by. La burrascosa uscita di scena di Luzhkov e della moglie Elena Baturina, dopo 18 anni al comando della città, avrà pesanti ripercussioni sul regno moscovita delle costruzioni, ma questa è la fase in cui tutti attendono le decisioni della nuova amministrazione, cercando di capire chi uscirà di scena e chi potrà approfittarne.

Schiacciata da pesanti accuse di favoritismi e corruzione la Baturina e la sua società Inteko dominavano la scena. E ora tutti si aspettano grandi cambiamenti nel l'elenco dei protagonisti principali del mercato: «Senza più la Baturina a dettare le condizioni e a schiacciare i concorrenti – spiega il direttore generale di Penny Lane Realty, Gheorghij Dzagurov, in un'intervista al Moscow Times – molti costruttori potranno tornare. Quelli che avevano avuto successo solo grazie alla loro rete di contatti potrebbero non riuscire a sostenere una competizione equa. La posizione di Inteko si indebolirà, rafforzando soprattutto chi non ha mai avuto nulla a che fare con la compagnia».

Dzagurov prevede 6-12 mesi di incertezza mentre tutti attendono le decisioni del nuovo sindaco, Serghej Sobjanin che ha già promesso di esaminare le numerose obiezioni sollevate sul piano generale di sviluppo voluto da Luzhkov: la città divisa in zone lasciate intatte e in altre dove è già partita la demolizione di edifici storici, per lasciare il posto a nuovi progetti. «Il piano generale non è intoccabile» ha chiarito Sobjanin che ha messo la lotta alla corruzione (e quella al traffico) al primo posto della propria agenda.

In attesa che la politica segua il suo corso, il mercato si riprende, sia sul fronte commerciale sia residenziale. I prezzi aumentano: se i progetti e i cantieri rimasti congelati durante la crisi stanno ripartendo l'offerta non è ancora in grado di far fronte alla domanda. Questa rivela una sorpresa per quanto riguarda gli affitti di appartamenti di lusso nella capitale: per la prima volta dal 2007 sono i russi, e non più gli stranieri, a interessarsi di più a questo segmento.

Un rapporto di Penny Lane realty lo spiega con la decisione di diverse compagnie straniere di sostituire i propri manager con dirigenti locali, dopo la retromarcia compiuta durante la crisi. Così se nel 2008 veniva dall'estero il 64% della domanda, ora quella percentuale è scesa al 49 per cento. Gli stranieri del resto non sembrano più disposti a considerare gli affitti accettati prima della crisi, e si sono ricollocati su una fascia di 3mila-8mila dollari al mese, là dove un manager russo, molto attento al proprio status sociale, è disposto a partire da 7mila per arrivare anche a 20mila dollari al mese.

Molti ritengono che la retromarcia degli stranieri sia temporanea. L'economia russa è in ripresa e il governo è a caccia di investitori, per finanziare la modernizzazione del paese e in particolate il progetto del presidente Dmitrij Medvedev, la cittadella dell'innovazione tecnologica a Skolkovo. È la Silicon Valley russa a cui stanno aderendo grossi nomi di compagnie americane ed europee: forse, tra loro, ci sarà perfino qualcuno abbastanza ricco e originale da volersi installare in via Mashkova, nella casa-uovo in cerca di inquilini.

TAGS: Cremlino | Dmitrij Medvedev | Elena Baturina | Gheorghij Dzagurov | Inteko | Jurij Luzhkov | Management | Mosca | Penny Lane Realty

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