A Napoli la Tarsu più cara ma la riscossione è ai minimi

di Gianni Trovati

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Questo articolo è stato pubblicato il 21 dicembre 2010 alle ore 11:44.

Oggi il contarifiuti sulle strade di Napoli si attesta a quota 2.200 tonnellate. Un numero che spinge lo stesso assessore all'Igiene Urbana, Paolo Giacomelli, a temere un Natale con i rifiuti in città.

La notizia arriva mentre il monitoraggio annuale di Cittadinanzattiva conferma che a Napoli c'è la Tarsu più cara d'Italia. Nel 2009 la famiglia-tipo (3 componenti, in un appartamento di 100 metri quadrati) ha pagato 453 euro, praticamente il doppio dei 233 euro chiesti in media in Italia (con un aumento del 4,3% rispetto al 2008), e quattro volte tanto i livelli raggiunti dalle città più economiche. In quest'ultimo gruppo spiccano casi come Novara («comune riciclone» due anni fa), Brescia e Cremona, centri in cui la raccolta differenziata viaggia a livelli decisamente superiori rispetto alla media italiana. Conclusione di Cittadinanzattiva: il servizio rifiuti costa di più dov'è più inefficiente.

La tendenza è esatta, al punto che la Campania e la Sicilia dominano la graduatoria delle città più care. A Napoli, come sempre quando si parla di rifiuti, c'è però un problema in più: il primato della tariffa è dovuto in gran parte al maxi-rincaro del 2009 (+60,1% per la famiglia-tipo), nato per avvicinare la copertura integrale dei costi, ma rimasto sulla carta. Lo si scopre spulciando l'ultimo consuntivo del comune. Proprio nell'anno del maxiaumento le percentuali di riscossione sono crollate, dal 56,3% del 2008 al 12,6% del 2009. In pratica: ogni 100 euro chiesti, 87,4 non si sono fatti vedere dalle parti di Palazzo San Giacomo. «Se non si interviene in maniera energica – hanno scritto i revisori dei conti a luglio – è serio il rischio di un default finanziario».

In autunno il comune ha deciso di esternalizzare la riscossione degli arretrati, mentre il decreto che ha chiuso l'emergenza a fine 2009 ha aperto un braccio di ferro sulle competenze fra comune e provincia. Per vedere se qualcosa è cambiato, bisognerà aspettare i prossimi consuntivi.

TAGS: Campania | Cittadinanzattiva | Paolo Giacomelli | Rifiuti | Tarsu

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