Da Uppi sì alla cedolare ma cautela sull'Imu

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Questo articolo è stato pubblicato il 20 gennaio 2011 alle ore 18:38.

"Prudentemente favorevoli", questo il giudizio a caldo del presidente dell'Unione piccoli proprietari immobiliari, Giacomo Carini sulla bozza di federalismo fiscale presentata ieri. La parte che riscuote più successo è quella della cedolare secca: "Erano anni che chiedevamo un intervento di questo tipo, in molti casi le tasse sugli affitti scendono del 15% un risparmio notevole che permetterà anche un raffreddamento dei canoni che stavano salendo troppo". Se la doppia aliquota del 20% e del 23% riscuote quindi approvazione così non si può dire dell'introduzione dell'Imu, imposta municipale unica, da molti definita l'erede dell'ici.

"Sono ancora da definire le aliquote – spiega Carini – ma abbiamo paura che saranno previste aliquote forti e, soprattutto, temiamo che questa si trasformi in una tassazione aperta, che si possa, cioè, piegare alle esigenze di bilancio dei comuni e variare in modo deciso a seconda delle contingenze. La tassazione sulla casa deve essere certa". Il rischio sottolineato è inoltre quello che , concentrandosi sulla seconda cosa, questa tassa vada a privilegiare i comuni con forte caratterizzazione turistica e non le città dove al gente risiede realmente, vanificando così, in parte il suo scopo.

Con le dovute cautele l'Uppi si schiera comunque a favore di questo intervento: "Qualcosa finalmente si muove – conclude Carini – la tassazione sulla casa aveva raggiunto livelli troppo alti, un suo abbassamento può finalmente portare a riequilibrare il mercato con benefici per tutti i cittadini".

TAGS: Giacomo Carini | Uppi

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