Con l'Imu sconti in vista ai proprietari

Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 26 gennaio 2011 alle ore 12:30.

I conti dell'imposta municipale sugli immobili stanno per quadrare e puntano verso uno sconto per i proprietari e un rincaro per le aziende. I risultati sono il frutto dell'ultima mossa sull'imposta, che per abbassare l'aliquota di riferimento e renderla più «presentabile» anche dal punto di vista politico, ha esteso il trattamento pieno anche agli immobili strumentali all'impresa, lasciando ai comuni il compito di introdurre eventuali sconti (anche differenziati a seconda del settore dell'impresa, come avviene per l'Irap).

APPROFONDIMENTI

Le tabelline di sindaci e governo convergono verso un'aliquota vicina al 7,5-7,6 per mille anticipata nei giorni scorsi: una richiesta un po' più alta rispetto all'Ici ordinaria attuale (l'aliquota media è al 6,4 per mille), che però porta con sé anche l'abolizione dell'Irpef sui redditi fondiari.

Al netto di eventuali correttivi, per i proprietari di seconde case è un taglio alle tasse significativo: nella tabella si confronta la situazione attuale e quella prospettata dal nuovo regime per cinque casi concreti, dal bilocale a Milano in zona semicentrale alla villa nelle campagne di Firenze, a Montelupo Fiorentino. Alle basi imponibili, rappresentate dalla rendita aggiornata e relativo valore catastale, sono state infatti applicate l'Ici e l'Irpef (aumentata di un terzo e considerata l'aliquota media dei proprietari del 30,4%) da una parte, e l'Imu ad aliquota del 7,5 per mille dall'altra.

Nel confronto l'Imu si rivela un ottimo affare per i proprietari, con uno sconto medio che si aggira sopra il 30 per cento. La differenza è solo del 15,3% nel caso di Milano, ma questo si spiega con la sobrietà fiscale della città, che ha mantenuto un'aliquota Ici ordinaria (5 per mille) significativamente più bassa della media. Senza contare i super-sconti che si applicano quando la casa è concessa in affitto; in quel caso, l'aliquota Imu sarà dimezzata, aumentando in modo drastico la convenienza del nuovo regime, visto che oggi quattro affitti su cinque (cioè quelli a canone libero) non ricevano dalla normativa nazionale nessun trattamento di favore.

Nemmeno nel fisco, però, esistono i pasti gratis. A compensare l'abbassamento del- l'aliquota di riferimento rispetto ai livelli previsti all'inizio (sopra il 10 per mille) sarà la tassazione piena per gli immobili strumentali delle imprese: la possibilità di alleggerire un po' il carico per le aziende sarà lasciata al buon cuore (e ai buoni bilanci) dei sindaci. Eventuali variazioni dell'aliquota di riferimento e conseguenti aggiustamenti agli equilibri finanziari del comparto, chiede poi l'Anci, andranno determinati «solo attraverso la legge di stabilità e previo accordo in sede di conferenza stato città ed autonomie locali».

Nell'elenco delle richieste dell'associazione dei comuni trova spazio anche il riordino del prelievo sui rifiuti, oggi incagliato in tre discipline che però non hanno la disciplina di riferimento completa.

La proposta dei sindaci segue la linea tracciata dal governo nella scorsa versione del decreto sul federalismo municipale, ma prova a precisarla e a blindare i tempi. Gli amministratori locali chiedono di abolire entro il 31 marzo, termine di approvazione dei bilanci preventivi, tutte le regole esistenti, per sostituirli con una mini «service tax» ambientale per cittadini, imprese e autonomi che risiedono stabilmente nel territorio del comune.

La nuova imposta colpirebbe i soggetti con «residenza, domicilio, soggiorno di lunga durata o stabile organizzazione» nel comune, e sarebbe basata sulla superficie dell'unità immobiliare. L'aliquota, articolata in base anche alla rendita catastale, alla composizione della famiglia e alla sua situazione patrimoniale (indicata nel- l'Isee), colpirebbe anche gli inquilini, che dovrebbero concorrere per almeno il 20% del totale. Il gioco, per loro, sarebbe però a somma zero, perché la somma pagata verrebbe detratta dal canone dell'affitto, con un meccanismo che prova in qualche modo a collegare il pagamento del servizio a chi effettivamente lo utilizza; un collegamento che dovrebbe essere un principio chiave del federalismo, ma che si fa labile con l'imposta municipale unica concentrata solo sulle abitazioni diverse da quella principale.

La nuova disciplina non dimenticherebbe comunque gli obblighi di rispondere al principio europeo del «chi inquina paga», che finora ha guidato gli sfortunati tentativi delle tariffe d'igiene ambientale. Un altro provvedimento, da preparare entro fine giugno, sarebbe chiamato a individuare i parametri per consentire ai comuni di provare la sfida della tariffa: un doppio binario che finora non ha avuto il successo sperato.
(Sa. Fo. e G. Tr.)

TAGS: ANCI | Assicurazioni | Firenze | Milano |

Trova Casa
annunci immobiliari
powered by