Alla ricerca dell'oggetto su misura

di Francesca Milano

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 febbraio 2011 alle ore 10:44.

Anche le case che non sono in vendita possono aver bisogno di un ritocchino. E se il proprietario vuole cambiare il salotto ma non ha "occhio" per il design o non ha tempo di visitare gli showroom, ci pensa l'home shopper.
Il suo è principalmente un lavoro di interpretazione e di mediazione: «Da un lato – racconta Gian Paolo Guerra, che cinque anni fa ha portato in Italia questo mestiere – bisogna capire cosa serve al cliente, dall'altro bisogna trovare un compromesso tra i suoi desideri e la struttura dell'immobile. E non è sempre facile convincere il proprietario di una casa costruita negli anni 70 e quindi con i soffitti alti meno di tre metri a rinunciare al lampadario di cristallo».

L'home shopper è un consulente d'arredo che passa le sue giornate tra antiquari, mercatini e showroom in cerca del "pezzo" che faccia al caso suo. Quando lo trova, lo propone al cliente e si occupa personalmente dell'acquisto.
«A volte – racconta Guerra – il lavoro consiste nel valorizzare il mobilio già esistente, cercando complementi che ne esaltino lo stile. Altre volte, invece, il cliente si affida all'home shopper per la scelta e l'acquisto di tutto l'arredo».
Ma cosa chiedono (e chi sono) i clienti di un home shopper? «Mi chiedono spesso di trovare oggetti insoliti e mobilio raro, insomma cose alle quali la gente comune difficilmente pensa. Si tratta di una clientela medio-alta a cui interessa personalizzare la propria abitazione, mescolare gli stili con armonia per non farla sembrare un catalogo di arredamento».

La ricerca dell'oggetto perfetto può durare intere settimane, passate a girare nei negozi senza sosta. «Ma quando trovi il pezzo giusto te ne accorgi subito – racconta Guerra, che ha studiato interior design allo Ied – ti colpisce al primo sguardo e ti sembra fatto appositamente per la casa del tuo cliente».
Il professionista dell'home shopping, a metà strada tra l'art buyer e il personal shopper, è richiesto anche negli alberghi: qui si occupa della campionatura delle stanze, ossia di realizzare una stanza prototipo, e dopo l'ok del committente provvede a reperire i pezzi necessari per tutte le camere. Mentre per gli interior designer esiste un tariffario nazionale redatto dall'Aipi (l'associazione italiana progettisti d'interni), il compenso dell'home shopper dipende dal lavoro richiesto.

Per una consulenza molto semplice il costo parte dai 400 euro e sale in base alla complessità del lavoro e al budget del cliente (si può arrivare a 5mila euro per i lavori più complessi). In genere il guadagno non è calcolato in percentuale sul prezzo degli arredi trovati dall'home shopper. Il professionista, una volta esaminata l'abitazione, propone al cliente un progetto di arredo e un preventivo di spesa.
Se questo viene approvato si parte con la ricerca dei mobili e dei complementi, sempre con un occhio al budget.

TAGS: Aipi | Architettura | Gian Paolo Guerra | Ied

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