Nel Centro-Nord è più dura pagare le rate: lo studio della Caritas

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Questo articolo è stato pubblicato il 19 maggio 2011 alle ore 20:38.

Senza un miglioramento della condizione economica ed una ripresa della domanda di lavoro dipendente, nel 2011 aumenterà la percentuale delle famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo acceso per comprare la casa in cui abitano.

Lo prevede l'osservatorio regionale sul costo del credito promosso da Caritas italiana, fondazione culturale responsabilità etica e realizzato dal centro culturale Francesco Luigi Ferrari, che ha elaborato i dati dell'indagine campionaria denominata Istat Eu-Silc, con al quale ciascun paese conduce annualmente un'indagine sulla povertà e il disagio sociale; a livello italiano i risultati sono statisticamente significativi a livello regionale.

Utilizzando le informazioni raccolte con questa indagine è stata costruito un indicatore di sopportabilità del mutuo: le famiglie per le quali l'importo annuo delle rate del mutuo supera il 30% del reddito familiare rischiano di non potere far fronte agli impegni con le banche e di vedersi pignorata la casa.

I tecnici dell'osservatorio hanno proiettato al 2010 ed al 2011 le elaborazioni relative alle famiglie che nel 2007 stavano pagano un mutuo per l'acquisto della prima casa acceso, nella maggioranza dei casi, dopo il 2000.

Nel 2007 il reddito mediano (è il reddito delle famiglie che stanno esattamente a metà della distribuzione del reddito) dei nuclei familiari con mutuo era di 37.621 euro, il 22,6% dei quali (8.400 euro) era impiegato nel pagamento delle rate; questa percentuale era del 20,2% (38.500 euro di reddito e 7.500 di rate) e del 20,7% (35.000 reddito, 7.100 rate) rispettivamente per la Toscana e per Umbria-Marche. In quell'anno le famiglie a rischio costituivano il 28,2% del totale in Emilia-Romagna (il loro reddito mediano era 23.884 euro) il 19,3 (reddito 22.684 euro) in Toscana e 24,9 (19.851 euro di reddito) in Umbria-Marche. Tre anni dopo, nel 2010, questa percentuale si era ridotta di quasi tre punti percentuali in Emilia-Romagna (che continuava a mantenersi al di sopra della media nazionale) di un punto in Toscana mentre era leggermente aumentata nelle altre due regioni, portandosi al 25,2%, quasi l'1,5% sopra il livello nazionale.

Per il 2011 i tecnici dell'osservatorio hanno elaborato scenari alterativi. In quello base, 2011 A, ipotizzano un andamento dell'occupazione e dei redditi lievemente migliore rispetto al 2010; nell'altro, 2011 B, la dinamica di queste variabili peggiora (soprattutto per l'occupazione dipendente).

TAGS: Caritas | Istat | Marche | Salari e stipendi | Toscana | Umbria

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