A fianco del turismo c'è un altro aspetto molto importante su cui si punta per creare una nuova Roma: il rilancio delle periferie. L'esempio principe di questo processo sarà presentato al Salone: la riqualificazione del quartiere di Tor Bella Monaca, uno dei più disagiati della capitale.
Il progetto complessivo dovrebbe essere approvato entro l'anno e i bandi saranno pronti entro il 2012. Si tratta di un'operazione dalle dimensioni colossali: «Si passerà – spiega Errico Stravato, direttore del dipartimento di progettazione e attuazione urbanistica del Comune di Roma – dagli attuali due milioni di metri cubi residenziali edificati a 3,5, inseriti in un contesto di verde pubblico attrezzato, compreso di scuole ed edifici pubblici, che passerà da 80 a 140 ettari con una popolazione in crescita da 28 a 44 mila abitanti».
Un progetto ancora più ambizioso, se si pensa che bisognerà costruire prima i nuovi alloggi per trasferirvi la popolazione esistente, poi abbattere i vecchi e costruirne dei nuovi. Un'operazione complessa che sarà completamente a carico dei privati, così come l'urbanizzazione e la creazione dei servizi. «Stiamo conducendo – spiega l'assessore alla casa del Comune, Alfredo Antoniozzi – una grande operazione di riqualificazione urbana a costo zero perché, ai privati che condurranno i lavori, verrà data della cubatura». La quota premiale che rimarrà al costruttore in cambio di uno sforzo economico anche prolungato sarà, come base d'asta quindi destinata a calare, il doppio di quello ricostruito. Il rapporto sarà quindi di uno a tre a favore del nuovo: se cioè viene demolito cento sarà costruito nuovo trecento, di cui duecento rimarrà al privato.
«Si modificherà il concetto abitativo – analizza Antoniozzi –, aumenterà la qualità della vita, grazie allo spazio disponibile saranno costruite infatti palazzine di dimensioni minori e più accoglienti immerse in un verde attrezzato, non come ora che ci sono campi abbandonati con i serpenti. Diventerà un esempio di riqualificazione famoso in tutto il mondo».
Il Comune ha stimato che l'intervento complessivo avrà un costo superiore al miliardo di euro, di cui 300 milioni per edifici comunali, 600 per quelli privati e 138 per la viabilità, dei quali la Regione Lazio ne ha garantiti quindici.
Entro il 2011 potrebbero però essere già pubblicati i bandi relativi alla prima parte di progetto, quella denominata R8, dove sorgono tre torri che dovranno essere abbattute e ricostruite. La cubatura in gioco qui è di 200mila metri cubi destinati a diventare 600mila.
«Per questo primo intervento e per quelli che seguiranno – spiega Stravato – ricorreremo probabilmente a una divisone in lotti delle parti da ricostruire, così che le operazioni siano meno complesse e più facilmente affrontabili per le imprese dal punto di vista finanziario».
Oltre al discorso di riqualificazione abitativa sarà importante anche l'intervento sulle infrastrutture: «Ci sarà un grande sviluppo della viabilità interna – continua Stravato – e arriverà fin qui una linea della metropolitana leggera indipendente dalle altre linee, che partirà da Anagnina, arriverà qui e anche nell'ex-quartiere abusivo di Torre Angela, portando effetti positivi anche nelle aree limitrofe».
Il modello di Tor Bella Monaca non è però così semplice da replicare, visto che qui ci sono molti spazi disponibili a nuova edificazione che mancano in altri contesti: «La riqualificazione – spiega Antoniozzi – continuerà in altri quartieri anche se dovremmo valutare area per area che strumenti utilizzare cercando di seguire l'esempio di Tor Bella Monaca e delle quote di costruzioni premiali, anche se su scala più ridotta».
Ma i progetti di Roma Capitale non finiscono qui. All'Eire infatti arriverà anche una delegazione di Atac Patrimonio, l'azienda che gestisce le proprietà dell'azienda di trasporto pubblico della capitale, per presentare la vendita di una parte del suo patrimonio immobiliare non strumentale al trasporto pubblico.
Al momento i dettagli non sono ancora ufficiali perché necessitano dell'approvazione del Consiglio comunale ma la Giunta ha già approvato una proposta della società, controllata dallo stesso Comune, che prevede la vendita di diversi lotti.
In particolare la vendita, che sarà a trasparenza pubblica, si articolerà su due gruppi di proprietà. Il primo è rappresentato da sei cespiti che non necessitano di lavori di riconversione d'uso e urbanizzazione, si tratta di uffici e appartamenti già pronti, tra questo il maggiore è una palazzina di uffici in Via Tuscolana con una superficie di 4.500 metri quadri.
L'altro gruppo è invece rappresentato da circa 140 mila metri quadri di ex-rimesse che andranno riconvertite e ri-urbanizzate. Questa parte dell'alienazione è divisa in nove lotti di cui i più interessanti sono quelli di Vittoria, a Prati, e un'area a Garbatella, mentre altri sono più lontani come una proprietà ad Acilia.
Questa vendita potrebbe essere una delle ultime attività di Atac Patrimonio che a breve dovrebbe essere incorporata nell'azienda di trasporto pubblico.
S. L. B.
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