Il fatturato del settore immobiliare vale 111,6 miliardi di euro

di Madela Canepa

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Questo articolo è stato pubblicato il 06 giugno 2011 alle ore 13:46.

Il fatturato complessivo 2010 del mercato immobiliare italiano ammonta a 111,6 miliardi di euro, con un aumento dell'1,7% rispetto allo scorso anno.
«Un indicatore in linea con gli altri paesi europei, esclusa la Spagna, che anticipa un miglioramento più netto nel 2011 – fa notare Mario Breglia, amministratore delegato di Scenari Immobiliari a cui durante il convegno inaugurale degli Stati generali spetterà il compito di raffigurare lo scenario di mercato –. La propensione all'investimento in immobili, opzione alternativa a quella offerta dai mercati finanziari, è salita presso le famiglie e gli investitori di media e grande dimensione».

Una parte dei capitali rientrati in Italia grazie allo scudo è stata fatta confluire nel settore immobiliare, mentre una parte consistente è rimasta come riserva da mettere in gioco in caso di ripresa incisiva dei mercati. «La seconda parte dell'anno sarà più brillante della prima» aggiunge l'esperto. E per la fine del 2011 si prevede una crescita globale del 3 per cento.

Analizzando nel dettaglio i diversi settori, i dati e le proiezioni elaborati da Scenari immobiliari registrano come nel settore residenziale le compravendite siano leggermente aumentate (+2,2% nel 2010, +2,7% le previsioni per quest'anno) e come, nella seconda parte dell'anno, si sia bloccata la discesa delle quotazioni anche se le oscillazioni tra zone e città restano consistenti. La domanda è in aumento.

Nel settore turistico e alberghiero, si registra un deciso incremento: più 5,6 % destinato a rimanere quasi stabile (+5,3%) nel 2011. «Riscontriamo sia una ripresa degli investimenti in seconde case di vacanza – precisa ancora Breglia – sia un miglioramento delle attese nel comparto alberghiero, dove continua la crescita delle catene».

È invece calato del 2,8% il fatturato del comparto uffici, un dato in linea con il resto d'Europa. Il quadro, con una domanda già debole a causa della crisi economica, è peggiorato a causa di un altro fattore: il calo della presenza dei fondi immobiliari dovuto alle prolungate incertezze normative.

Tuttavia, le aspettative per il 2011, come emerge dai dati, sono positive e in linea con gli altri paesi del vecchio continente. Tanto più che negli ultimi mesi dell'anno la domanda è stata più attiva, soprattutto per quanto riguarda le nuove realizzazioni e le zone centrali urbane.
Nonostante le incertezze normative è inoltre in aumento la propensione a investire da parte degli operatori esteri e dei fondi immobiliari italiani. Si tornerà quindi al segno più, queste sono le previsioni, con una crescita del 4,3% e una leggera ripresa anche delle quotazioni.
Rivolgendosi al comparto degli immobili d'impresa, i dati – con un meno 5,4% nel fatturato – sottolineano il permanere della crisi, anche se per la fine dell'anno in corso è atteso un miglioramento con una crescita del 2,8 per cento. «A pesare in senso negativo – fa notare l'esperto – è soprattutto il settore degli immobili industriali usati, mentre segnali di miglioramento si sono avvertiti, nel secondo semestre, nel comparto della logistica».

Si consolida, invece, l'andamento positivo del settore commerciale con buoni risultati ottenuti da parte della grande distribuzione organizzata. Per quanto riguarda il comparto dei centri commerciali, il 2010 è stato un anno particolarmente vivace: sono stati aperti (nuove realizzazioni o ampliamenti) 33 shopping center sparsi su tutta la penisola per una superficie complessiva di circa 600mila metri quadrati di "gross leasable area" (Gla), la superficie lorda.

Oltre 120 progetti sono in corso di realizzazione o in divenire. Entro il 2015 dovrebbero apportare oltre 3,2 milioni di metri quadrati di Gla allo stock complessivo. Meno positivo il quadro per il settore della piccola distribuzione che registra segnali divergenti tra le zone centrali (che sono in miglioramento) e quelle periferiche (al contrario, in peggioramento). A fronte di una crescita del 2,6% del fatturato 2010, le attese per il 2011 sono per un incremento del 3,8% nel fatturato complessivo con tutti i mercati in ripresa.

Non è inaspettato infine, il deciso rallentamento nello sviluppo di nuovi fondi e nell'operatività complessiva subìto nella seconda metà del 2010, dal fronte dei fondi immobiliari. Le incertezze determinate dalla legge 122/ 2010 e dal suo mancato regolamento, il loro permanere, sono stati determinanti in questo senso.

«L'anno – conclude l'amministratore delegato di Scenari immobiliari – si chiude con 293 fondi operativi e un Nav di 36,8 miliardi di euro, che colloca il nostro Paese al terzo posto in Europa. Continuano nel 2011 le preoccupazioni, dovute all'incerto quadro normativo, che scoraggia anche gli investitori esteri».

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