Agriturismo, in Italia prezzi più alti del 25%

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 26 gennaio 2012 alle ore 16:31.

Si mantengono stabili i prezzi per un soggiorno negli agriturismi in Italia, anche se la spesa media di un turista per notte è di 37,20 euro in alta stagione, cioè circa il 25% in più di quanto pagherebbe in Francia o in Spagna. In testa alle regioni più care si classifica la Puglia (44,50 euro), mentre il Trentino-Alto Adige è il più conveniente, con 27. In Sardegna i prezzi negli agriturismi scendono per il terzo anno consecutivo, segnando un calo del 9% rispetto al 2010.

Sono questi i dati principali che emergono dalla terza edizione del «Barometro dei prezzi per l'agriturismo 2012» elaborato da Toprural.it in base all'analisi di oltre 4.500 agriturismi presenti sul motore di ricerca online. L'Italia, confrontata con i prezzi di strutture rurali raccolte dal portale in Spagna e Francia, resta la più cara: in Spagna il costo medio per persona a notte in alta stagione è di 27,80 euro, mentre in Francia si spendono 27,60 euro. A conferma di questo dato, l'analisi condotta da Toprural.it mette in evidenza come le regioni italiane con i prezzi più bassi (cioè Trentino-Alto Adige, Liguria e Piemonte) siano quelle di frontiera: vista la vicinanza con i competitivi mercati stranieri, soffrono maggiormente la loro concorrenza.

Le tipologie di alloggio in una struttura rurale si differenziano però tra la locazione di un appartamento e quella di una singola stanza. Analizzando queste due categorie notiamo che per una notte in un appartamento in agriturismo si spendono in media 36,40 euro (-0,6% rispetto al 2011). L'affitto di una singola stanza risulta invece costare 38,10 euro, con una crescita dello 0,9% rispetto all'anno precedente.

La Puglia scala la classifica del prezzo medio più elevato: per una notte, in alta stagione, si spendono 44,50 euro (in crescita del 2% in un anno). Subito sotto si posiziona la Toscana, che perde il primato del 2011: 44,40 euro in media, con un incremento dello 0,5%. Terza regione tra le più care è la Sicilia, con 42,10 euro e un importante adeguamento dei prezzi, pari al 4,5 per cento. Gli agriturismi in Trentino-Alto Adige, Liguria e Piemonte sono invece come detto i più accessibili, rispettivamente con 27 euro per persona a notte (-4,6%), 33,60 euro (-0,9%) e 34,30 euro (praticamente invariato). Per quanto riguarda gli scostamenti di prezzo più marcati registrati nell'ultimo anno, in Sicilia e Abruzzo si è notata maggiormente un'impennata delle tariffe, mentre la Sardegna emerge per i ribassi: se nell'isola nel 2010 si spendevano in media 39,90 euro e nel 2011 38,20 euro, oggi questo valore è sceso a 36,30 euro.

Toprural.it, che in Italia detiene una quota di mercato di circa il 58%, conta 1,8 milioni di visite al mese. Il campione analizzato per elaborare il «Barometro» equivale al 30% del totale nazionale (dati Istat 2010). La rilevazione è stata effettuata il 15 gennaio 2012. Nel computo dei dati non rientrano Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Molise e Valle d'Aosta, per mancanza di adeguato campione rappresentativo.

Il mondo dell'agriturismo, dunque, appare finora in ottima salute. A confermarlo sono i dati Istat sulle aziende agrituristiche, recentemente diffusi: nel 2010 le attività agricole autorizzate sfioravano le 20mila unità, quasi mille in più rispetto all'anno precedente, con una crescita pari al 5 per cento. Più di un'azienda agrituristica su tre è a conduzione femminile e, rispetto al 2009, gli agriturismi aumentano soprattutto nel Sud (+6,2%) e nel Nord-Est (+5,7%).

Guardando al futuro, però, l'impatto dei nuovi provvedimenti governativi in materia fiscale e le incertezze del mercato turistico minacciano gli operatori del settore: «Nel corso del 2011 – sottolinea Turismo Verde, l'associazione agrituristica della Confederazione italiana agricoltori (Cia) – le difficoltà economiche delle famiglie e la necessità di risparmiare hanno ridotto spostamenti, viaggi e villeggiature. Anche gli agriturismi hanno pagato questa crisi, con una flessione delle presenze superiore all'8%. Ora il futuro si fa ancora più cupo: la manovra del Governo, attraverso la tassazione degli edifici rurali, taglierà fino al 20% il reddito degli agriturismi, con un aggravio di costi vicino ai 2mila euro per azienda».
Secondo l'associazione, nel 2012 molte aziende saranno costrette a chiudere i battenti, non potendo sostenere una tassazione così elevata (si veda l'articolo a pag. 5).

Nella classifica degli agriturismi più richiesti, Toprural Italia segnala che nel 2011 il sito più «cliccato» è l'agriturismo Segarelli, a Montecerboli (Pisa) in Toscana, un antico podere situato in collina, circondato da campi coltivati e boschi, a 520 metri di altitudine. Al secondo posto, secondo le statistiche Analytics di Google, si insedia il Barba Gust, a Cesana Torinese (Torino), seguito al terzo da Il Valle Cupa (Grosseto).

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