Se ritorna la dracma più occasioni all'orizzonte

di Paola Dezza

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Questo articolo è stato pubblicato il 17 maggio 2012 alle ore 08:47.

Mykonos è una delle isole più famose e frequentate

Mykonos è una delle isole più famose e frequentate

La Grecia è in vendita. Un giro sui siti web dedicati al mattone nella terra di Olimpo mostra "strilli" che vanno da «occasione» a «grande affare»: non tanto per allettare i turisti quanto per attirare potenziali acquirenti di abitazioni in città o meglio ancora nelle isole, meta sempre ambita da chi ama il mare.
La crisi greca domina ogni giorno notiziari televisivi, carta stampata, siti web di informazione e i discorsi di quanti temono che il contagio sia possa propagarsi al resto dell'Europa.
Sul mercato immobiliare ellenico domina la moltitudine di nuove costruzioni che ha invaso anni fa Atene per le Olimpiadi, ma ci sono anche da gioiellini sparsi nelle meravigliose isole dell'Egeo.

Nonostante le rassicurazioni del l'Eurogruppo sulla permanenza della Grecia nell'euro, imperversa la curiosità su cosa potrebbe accadere al prezzo degli immobili se il Paese decidesse di tornare alla dracma. Una domanda che coinvolge chi ha già investito nel mattone greco e chi, invece, lo sta esaminando per possibili acquisti.
«Un'eventuale uscita della Grecia dall'euro tecnicamente comporterebbe tempi non brevi – spiega Massimo De Palma, responsabile asset management di Swiss&Global Asset Management Sgr –, ci vuole tempo per riportarsi a stampare dracme e ricreare un sistema monetario interno. Indubbiamente l'uscita dall'euro comporterebbe il ritorno a una moneta locale e a una svalutazione della valuta stessa rispetto all'euro. Quindi chi ha già comprato vedrebbe svalutare il suo investimento, in un sistema già debole. Invece chi punta all'affare un domani comprerebbe in dracme con un vantaggio di sconto dovuto alla svalutazione della moneta. Certo bisogna vedere dal punto di vista fiscale cosa succederà».

D'altro canto queste potrebbero essere le valutazioni di un privato, mentre i grandi investitori stranieri oggi sono alla finestra perché il clima politico e sociale non è trasparente e l'incertezza sul futuro è troppo elevata.
«La situazione immobiliare mostra continui cali – dice Paola Gianasso, responsabile dei mercati esteri di Scenari Immobiliari –. Dall'inizio della crisi la discesa dei prezzi è stata di oltre il 50%, con punte superiori soprattutto in città. Atene, anche come conseguenza delle Olimpiadi, ha risentito di più, anche se gli immobili di lusso nelle zone migliori reggono. È un'arma a doppio taglio: si tratta di un Paese che interessa per via dei prezzi bassi ma c'è paura perché non si sa cosa succederà»

Dai dati di Scenari emergono forchette molto ampie tra le quotazioni: a Mykonos si va da un minimo di 900 euro al metro quadrato, ma sempre in zone buone, magari per case senza grandi finiture e senza vista mare, fino a oltre 3mila euro. I prezzi più bassi si trovano a Skopelos, nelle Sporadi, dove il metro quadrato parte da 500 euro. «Si possono fare buoni affari se si ha un'alta propensione al rischio. Una riflessione opposta a quella degli istituzionali che invece cercano investimenti a basso rischio – dice Gianasso –. La differenza tra Grecia e Spagna è che nelle isole greche non si è costruito molto».

Ma quali le offerte? Sul web si trovano dalle villette a Paros da 50-60 mq per 135mila euro, ma in costruzione. Prezzi leggermente più alti a Santorini: nell'isola greca più famosa, insieme a Mykonos, sono in vendita anche hotel. Un esempio? Una struttura di 18 camere sul mare costa 1,4 milioni di euro.
«Le isole mostrano oggi un mercato più vivace – conclude Gianasso –. E in caso di necessità non dovrebbe essere troppo difficile rivendere».

TAGS: Europa | Massimo De Palma | Prezzi e tariffe

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