Viaggio fotografico in tempi di crisi: da Dublino a Oslo

di Guido Minciotti

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Questo articolo è stato pubblicato il 17 luglio 2012 alle ore 19:29.

Dopo anni di crisi e decisioni (avventate) da parte di banche e politici, Dublino è in declino, con insediamenti residenziali, commerciali e industriali lasciati a languire incompiuti e cartelli "vendesi" o "affittasi" in bella vista sui muri di uffici e fabbriche. Oslo, invece, dove l'economia è stata risparmiata dalla recessione, è una città piena di vita, nella quale i consumatori hanno ancora disponibilità di spesa tanto per il necessario quanto per il superfluo.

Negli scatti del fotografo irlandese Cathal McNaughton – che ha visitato le città tra maggio e giugno 2012 – il confronto tra i paesaggi appare netto tanto quanto lo sia nei rispettivi dati economici.

L'Irlanda - uno dei Piigs, acronimo che descrive le peggiori economie europee - è stata duramente coinvolta nella spirale della crisi finanziaria, al punto da arrivare al salvataggio da parte dell'Ue e dell'Fmi a fine 2010 per 85 miliardi di euro. La Norvegia, invece, è uno dei paesi dove si vive meglio. Grazie alle estrazioni petrolifere ma anche al commercio di legname e pesce, ha un elevatissimo livello di welfare e registra il numero di milionari più alto d'Europa in rapporto alla pololazione.

In un confronto per numeri, a Dublino si potrebbe assegnare il 10: tanti sono gli anni passati da quando nascevano i grandi progetti di costruzione per appartamenti di lusso sul lungomare, rimasti però incompiuti e ormai ridotti a scheletri malinconici. Per Oslo, invece, il numero è 4. Rappresenta la cifra – in miliardi di dollari – che il consiglio comunale della capitale della Norvegia, uno dei paesi europei a più rapida crescita, ha in programma di investire nei prossimi quattro anni.

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