Residenziale sempre più in crisi. Tecnocasa prevede cali dei prezzi tra il 7 e il 9% per fine 2012

di Paola Dezza

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Questo articolo è stato pubblicato il 18 settembre 2012 alle ore 16:43.

La strada per la ripresa del mercato immobiliare è ancora tutta a curve. Questo è in poche parole il "mood" dell'ufficio studi di Tecnocasa, che oggi ha pubblicato un report relativo al primo semestre 2012. Secondo Tecnocasa non è facile intuire dove andrà il real estate e quanto durerà ancora la correzione dei valori in atto. Ma la scelta del team del marchio di franchising immobiliare è netta e si è concretizzata nella revisione al ribasso delle previsioni immobiliari per il 2012.

"Riteniamo che entro l'anno i prezzi nelle grandi città potranno registrare un'oscillazione compresa tra -9% e -7% (previsione su base nominale e quindi al lordo dell'inflazione) e che le compravendite residenziali potrebbero scendere a quota 500mila" sottolinea Fabiana Megliola, a capo dell'ufficio studi.

Molti i fattori che influenzeranno il mercato residenziale, ingessato da una domanda abitativa in netta diminuzione. Tra le variabili in grado di determinare le scelte dei potenziali acquirenti ci sono sicuramente la situazione economica del Paese, ma ancora più le decisioni delle banche in materia di erogazione del credito e il grado di fiducia sulla ripresa. Non dimentichiamo che proprio le banche, da un lato con una stretta creditizia molto netta e dall'altro con la scelta di non svalutare i patrimoni immobiliari in loro possesso sotto forma di crediti in sofferenza, hanno di fatto ingessato il mercato immobiliare nel suo complesso.

E' anche vero che una ulteriore discesa dei valori potrebbe aprire occasioni di acquisto insperate.

Ma dove la correzione è stata più significativa? Nel corso dei primi sei mesi dell'anno sono state le grandi città e il loro hinterland a evidenziare la diminuzione più sensibile dei valori, rispettivamente con -5,4% e -5,3%. A seguire i capoluoghi di provincia con un calo del 4,4%.

Milano è stata la città dove la diminuzione dei prezzi è stata meno accentuata (-2,8%) mentre le abitazioni della Capitale hanno lasciato sul terreno il 5,3% del proprio valore.

L'analisi per aree geografiche ha evidenziato una contrazione maggiore nelle città del sud (-4,9%), seguite da quelle del centro Italia (-4,7%) e da quelle del nord (-3,8%).

E chi vuole vendere deve armarsi di pazienza. A luglio 2012 i tempi di vendita nelle grandi città si sono attestati a 191 giorni, nell'hinterland delle grandi città a 217 e nei capoluoghi di provincia a 219.

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