Berlino. Moderna, giovane ed eclettica. Resta alla città tedesca la palma d'oro come metropoli più attraente per chi volesse investire in un appartamento sullo scacchiere dell'Europa.
Prezzi ancora appetibili, qualità elevata delle costruzioni e variabili economiche positive - dal basso tasso di disoccupazione alla crescita dei redditi passando per l'incremento della popolazione - ne fanno una interessante meta di investimento. «Non dimentichiamo poi che il Governo ha attuato una politica di controllo sull'attività edilizia, contenendola, con il preciso intento di evitare bolle speculative – dice Paola Gianasso, esperta di mercati internazionali per Scenari Immobiliari –. I prezzi sono in crescita, ma anche il buon equilibrio tra redditi e valori immobiliari eviterà lo scoppio di bolle».
Le quotazioni residenziali restano quindi ancora in una fascia bassa rispetto a molte altre città. Berlino è meta ambita in un Vecchio continente che è ormai un mercato unico sul fronte real estate. Basti pensare che gli italiani nel primo semestre 2012 hanno comprato circa 15.500 appartamenti oltreconfine, con un aumento del 16,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (il 2% del totale proprio nella città tedesca). Il flusso di acquisti è previsto in crescita e per fine anno si stima un aumento del 13,7% fino al record di 40mila case, un numero superiore a quello delle seconde case acquistate in Italia.
In Europa sono diverse le città in cui il mattone corre ancora; altre invece - concentrate nei Paesi Piigs - restano al palo. Minimo comune denominatore per le prime è il sostegno di politiche governative. Ci sono leggi ad hoc, per esempio due in Inghilterra, varate per spingere verso la ripresa il residenziale. Un sostegno agli acquisti che in Italia non si profila nemmeno all'orizzonte. «Londra è la città nella quale gli italiani hanno superato i russi per transazioni e sono i primi investitori stranieri – continua Gianasso –. I prezzi sono oggi molto alti, ma la domanda non cala, mentre il resto del Paese è in crisi». Tra i quartieri dove sono concentrate le richieste straniere ci sono Notting Hill, amata dagli italiani, e Battersea, più cheap ma trendy e richiesta dai giovani. Londra ha saputo giocare bene la carta delle Olimpiadi a livello di immagine e attira una domanda sia di lungo periodo sia speculativa. Non solo. Qui si trovano nello stesso complesso, ben integrati, progetti di housing sociale, reali e redditizi - al contrario che in Italia -, e residenze di alto livello. Un trend da segnalare nelle grandi città europee è il gap dei valori sempre maggiore tra centro, in crescita, e periferia.
Sempre ambita è Parigi, anche se oggi la città, che garantisce ancora rendimenti buoni dalla messa a reddito e una certezza dell'investimento, inizia a rallentare: nel 2011 i prezzi sono saliti tra il 4 e l'8%, ma la ripresa si è fermata. La larga maggioranza della domanda si concentra sui mini-appartamenti. Il quartiere più richiesto nel primo semestre del 2012 è stato il Marais. Ma oggi per una seconda casa si cercano piazze più interessanti, certamente non a Est: Praga ha vissuto un boom di acquisti tanti anni fa. Adesso gli italiani comprano meno, e preferiscono Croazia e Slovenia. Stesso trend anche a Budapest. La Spagna può essere interessante, ma gli acquisti sono in calo anche nelle località più importanti delle Baleari, soprattutto Maiorca e Minorca, perché i prezzi degli immobili di qualità sono ancora elevati e attirano l'interesse di poche famiglie con budget consistenti. A Lisbona gli stranieri comprano poco. Il mercato va bene, invece, a Nord, ma chi vive affacciato sul Mediterraneo difficilmente sceglie di acquistare una seconda casa a Oslo o Helsinki.
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