La voglia di casa all'estero – concordano gli operatori specializzati – non sembra essere frenata dall'Ivie, la patrimoniale sugli immobili introdotta assieme all'Imu dal decreto salva Italia. «Del resto – nota Antonio Tomassini, partner dello studio legale Dla Piper – se si confronta l'Ivie con l'Imu sulle seconde case non c'è molta differenza per chi vuole comprare». Anche se l'importo dell'imposta in realtà può cambiare molto a seconda del Paese in cui si possiede la casa.
L'aliquota dello 0,76% (pari a quella "ordinaria" per l'Imu seconda casa) si può applicare infatti su diversi valori. Dove è possibile, si paga su una base imponibile simile al valore catastale italiano (i Paesi e i riferimenti ai singoli valori si trovano nella circolare 28/E 2012 dell'agenzia delle Entrate). Altrimenti a fare da base è il costo dell'immobile derivante dall'atto d'acquisto o, in mancanza, il suo valore di mercato o il reddito medio ricavabile dai fabbricati.
Agli importi così ottenuti bisogna sottrarre gli esborsi che già si sostengono per tasse estere simili alla nostra Imu. Ad esempio, secondo le elaborazioni di Dla Piper, nel caso di un appartamento del valore di 300mila euro, si va dai 1.368 euro di Ivie lorda a Francoforte, fino ai 2.108 euro in Olanda o ai 2.280 euro dove non esistano sistemi per ricondurre la tassazione all'equivalente del valore catastale. Poi però chi ha la casa a Francoforte non pagherà nulla, perché le tasse in Germania superano l'Ivie, mentre chi ha casa in Olanda, dove – per dirla così – l'Imu è più bassa, pagherà quasi tutta la somma.
Se l'Ivie non è un freno, una spinta agli acquisti esteri potrà arrivare dal progetto Eufides: un'iniziativa del Cnue (Consiglio dei Notariati d'Europa) che punta, attraverso una piattaforma digitale, a facilitare lo scambio di informazioni tra professionisti dei 21 Paesi dove vige il sistema del "notariato latino" (in sostanza sono esclusi Gran Bretagna e Scandinavia). Una volta scelto il notaio nel Paese dove si vuole acquistare, ci si potrà rivolgere a un notaio italiano tra quelli che aderiscono all'iniziativa e farsi seguire in tutto l'iter: i documenti saranno trasmessi in via telematica all'estero, dove basterà recarsi solo al momento della firma. Per ora la sperimentazione è attiva tra Italia, Francia e Spagna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA




Focus città