Gli edifici della Pa in cerca di efficienza

di Saverio Fossati

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Questo articolo è stato pubblicato il 14 novembre 2012 alle ore 18:27.

Agenzia del demanio di Milano (Fotogramma)

Agenzia del demanio di Milano (Fotogramma)

Anche gli edifici pubblici sono destinati al risparmio energetico, benché il pessimo stato manutentivo non faciliti certo l'impresa. Se ne è parlato a Urbanpromo a Bologna, dove un convegno era dedicato proprio al contenimento dei costi e al miglioramento dell'efficienza energetica nel governo dei patrimoni immobiliari pubblici e privati. Nel suo intervento Gaetano Fasano dell'Enea ha illustrato la situazione normatiova, ricordando che la direttiva 31/2010 CE prevede, dal 31 dicembre 2020, che gli edifici di nuova costruzione (2018 per gli edifici pubblici) abbiano una altissima prestazione energetica ("nearly zero energy buildings"), in presenza di una significativa quota del fabbisogno coperta da fonti rinnovabili; per gli edifici esistenti la direttiva considera tra i parametri di valutazione per la riqualificazione quello dei costi benefici determina un sistema di metodologia di calcolo comparativa per la verifica dei parametri standard determinati dagli stati membri. Inoltre, la direttiva richiede ai Piani nazionali:
• una progressione graduale dei requisiti minimi fino al 2020, tenendo conto delle differenti tipologie di edifici (S/V) con una definizione di limiti intermedi di efficienza energetica almeno al 2015;
• che gli Stati membri rafforzino il loro ruolo guida nel settore pubblico anche attraverso ristrutturazioni verso "nearly zero energy buildings", tra cui l'obbligo di certificazione degli edifici pubblici o a uso pubblic, che deve essere esteso anche agli immobili di superficie utile maggiore di 500 m2 (dopo cinque anni, 250 m2).
A riconoscere la rilevanza non solo dell'impianto normativo europeo ma la necessità di mercato nell'adeguamento energetico del patrimonio pubblico è stato Diego Rossano dell'agenzia del Demanio: "Il recepimento di norme comunitarie e/o internazionali di riduzione delle emissioni, e la promulgazione di norme nazionali di contenimento della spesa pubblica – ha detto Rossano - hanno introdotto un nuovo modo di valutazione dell'immobile non solamente i termini di "valore di mercato" e "costo di mantenimento" bensì di rendimento dell'utilizzo delle risorse impiegate per la conduzione dello stesso andandone a rilevare dati dimensionali".
Del resto è il nuovo quadro legislativo, costruito tra il 2008 e il 2012 (da ultimo con il 95/2012), che assegna all'Agenzia il contenimento dell'uso finale dell'energia da parte delle Amministrazioni e la supervisione dei piani di manutenzione ordinaria dell'immobile. Per questo il Demanio ha creato un sistema informativo via web chiamato PortalePA, accessibile attraverso il sito Internet dell'Agenzia, dove fluiscono le informazioni chieste alle Pa e che ora dispone di informazioni chiave quali le consistenze (superfici, secondo le diverse destinazioni di utilizzo), le risorse umane ivi allocate, i costi di manutenzione sostenuti ed i canoni di locazione pagati (nel caso delle locazioni passive). Il tutto, però, riguarda ancora solo il 53% del patrimonio, a causa delle lentezza nelle risposte delle amministrazioni statali e locali.
PortalePA è stato costruito tenendo presente le esigenze dei piani di razionalizzazione degli spazi in uso dalle Amministrazioni e sviluppando il nuovo ruolo di "manutentore unico" (Legge 11/2011) assegnato al Demanio e finalizzato alla presentazione, da parte delle Amministrazioni che usano immobili dello Stato, di piani triennali di manutenzione. Ma è stata anche sviluppata un'altra funzionalità, che consente alle Amministrazioni la visualizzazione di indici di prestazione degli immobili utilizzati, anche basati su misure legate ai consumi energetici ed ai costi di gestione.
Lo scopo è creare un circolo virtuoso di ottimizzazione della gestione ed utilizzo degli immobili a disposizione attraverso una corretta programmazione della manutenzione, un utilizzo razionale degli spazi a disposizione e un uso razionale delle risorse, illustrato nella figura seguente, presentata a UrbanPromo da Rossano:

Nell'ambito di PortalePA, l'Agenzia del Demanio ha da poco sviluppato la funzionalità "IPer" (Indici di Performance) che ha l'obiettivo di fornire alle Amministrazioni cruscotti di monitoraggio per verificare il progressivo miglioramento dell'utilizzo degli spazi a disposizione, integrando l'indicatore mq/persona (indice di occupazione) già calcolato e rilevato nell'ambito del PortalePA , elaborando i seguenti indicatori di performance:
Consumo elettrico. Indica le prestazioni dell'occupazione in termini di consumi annuali di energia elettrica al mq (Kwh / mq).
Consumo idrico. Tale indicatore è dato dal rapporto mc acqua / persone, indicando quindi il consumo d'acqua procapite.
Costi di approvvigionamento di energia. Indica le prestazioni dell'occupazione in termini di costi necessari per l'approvvigionamento di energia elettrica, di riscaldamento e raffrescamento: Costi sostenuti per l'acquisto di vettori energetici / mq.
Costo totale di gestione. Tale indicatore è dato dal rapporto tra la somma di tutti i dati di costo dell'occupazione / mq.
Lo scopo della complessa operazione di rilevazione, che non è ancora ultimata, è quello di fornire alle Amministrazioni un primo strumento di supporto alla verifica di massima delle prestazioni di utilizzo di spazi estremamente diversi per tipologia, dimensione e destinazione di utilizzo, anche se la lettura degli indicatori intende costituire soltanto un primo elemento di conoscenza che, secondo Rossano "Necessita senz'altro di ulteriori verifiche di approfondimento da parte dell'Amministrazione al fine di pienamente comprendere ed effettivamente valutare le motivazioni alla base delle performance illustrate".

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