A Pisa vendite «rimandate»

di Cristina Giua

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Questo articolo è stato pubblicato il 15 novembre 2012 alle ore 06:58.

Prosegue la fase di pesante stallo del mercato abitativo di Pisa che nel secondo trimestre di quest'anno ha già visto un crollo del 47% delle compravendite (dati Agenzia del territorio). A venire a mancare negli ultimi mesi è stata anche la domanda di prima casa «da parte di chi si è rassegnato a non riuscire a comprare – precisa Andrea Martini, agente Professionecasa – ma anche da parte di chi stava pensando a un acquisto in sostituzione, ma non riesce a vendere la casa di cui è già proprietario». Tanta l'offerta e in continua crescita, «anche se alcuni proprietari hanno ritirato gli immobili in attesa di momenti migliori – continua Martini – lasciando quel poco mercato che c'è a vendite a prezzi del 20-25% più bassi rispetto al 2006 e destinati a scendere ancora un po' nei prossimi mesi».

«La domanda è scesa del 5-10% anche per le abitazioni nuove o di recente costruzione – conferma Pierluigi Bernardeschi, presidente provinciale Fimaa – e questo malgrado la riduzione dei prezzi del 3-5% rispetto all'anno scorso per gli appartamenti più piccoli (bilocali e trilocali) e dell'8-10% per quelli più grandi (4-5 vani) e per le soluzioni indipendenti come le villette costruite nelle periferie di Pisa». Più marcato il calo delle richieste sull'usato, che in alcune zone ha toccato -15%, e dove la riduzione dei prezzi nel giro di un anno è andata dal 5 al 10 per cento.

In questo scenario di difficoltà si salvano il segmento degli affitti, dove la richiesta è in continua crescita, e il segmento degli investitori che puntano sul mattone da mettere a reddito. «A funzionare come zone da investimento – riprende a parlare Andrea Martini – sono Porta a Lucca, Don Bosco e Pratale, soprattutto grazie alla domanda degli studenti universitari fuori sede».

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