Appartamenti di lusso a Palazzo Serristori, a due passi da Ponte Vecchio

di Silvia Pieraccini

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Questo articolo è stato pubblicato il 22 dicembre 2012 alle ore 12:26.

Vista attuale di palazzo Serristori dal Lungarno

Vista attuale di palazzo Serristori dal Lungarno

E' adagiato sulla riva sinistra dell'Arno, in una delle posizioni più belle di Firenze, a due passi dal Ponte Vecchio e da Palazzo Pitti. E, ora che è stato salvato dal degrado grazie a un accurato risanamento conservativo, l'aristocratico Palazzo Serristori è pronto per una nuova vita. Che sarà decisa proprio in queste settimane.
La proprietà del maestoso palazzo d'impianto Cinquecentesco ma ricostruito a fine Ottocento - una cordata di imprenditori fiorentini guidati dalle famiglie Pertichini e Ruberti, che nel febbraio 2010 l'ha comprato per quasi 18 milioni di euro dal pratese Leandro Gualtieri - sta infatti decidendone la destinazione, dopo aver investito più di tre milioni di euro nel rifacimento del tetto (col riutilizzo di coppi originali e, in parte, rifatti artigianalmente) e delle facciate (con l'inserimento di opere in piombo sopra i timpani delle finestre), e nel risanamento dei solai. Gli ultimi ponteggi sono stati smontati nei giorni scorsi, restituendo tutto il fascino del palazzo color rosso mattone (6.000 mq di superficie utile lorda), offuscato dal tempo e dall'abbandono. Era stata proprio la famiglia fiorentina Serristori, e in particolare il conte Alfredo, a volere una nuova, decorosa, facciata sul Lungarno nel 1873, con la costruzione anche dei due avancorpi laterali e il rinnovo dei quartieri interni.

Ora la concessione edilizia rilasciata dal Comune alla proprietà prevede la realizzazione di 12 appartamenti di lusso, con una superficie media di 300 metri quadrati (ma quello nobiliare, al primo piano, misura 800 mq e comprende un salone affrescato di 300 metri quadrati), circondati da un giardino ‘condominiale' di 2.700 metri quadrati, destinato anch'esso a essere recuperato. Ma la destinazione residenziale non è l'unica possibile, perché può ancora essere modificata. <I proprietari hanno comprato il Palazzo perché se ne sono innamorati e volevano restituirlo alla città - spiega l'architetto Rossano Morandini, che ha seguito i lavori - e a questo punto, dopo averlo risanato, sono intenzionati a venderlo, preferibilmente a un unico interlocutore che potrebbe evitare il frazionamento. Se questo non sarà possibile, a breve comincerà l'attività di marketing e commercializzazione degli appartamenti, che sarà affidata a un grande operatore internazionale>. Se sarà decisa la vendita frazionata, il prezzo naturalmente varierà in funzione della posizione e dell'affaccio, partendo da una base di 10-12mila euro al metro quadrato. <A questo punto non ci sono più rischi per i possibili investitori - aggiunge Morandini - perché il palazzo ha solide fondamenta, non ha umidità e non ha bisogno di grosse opere di restauro interne>. Perfino gli affreschi, gli stucchi, le decorazioni eseguite da eccellenti artigiani fiorentini anche sulle porte a soffietto che si trovano nell'edificio, secondo l'architetto possono essere recuperate con una spesa contenuta, mentre il parquet d'epoca presente in alcune sale è già stato inviato al restauro in un'azienda aretina. Da risanare resta il giardino affacciato sull'Arno - che, come il palazzo, è vincolato dalla Soprintendenza - e che oggi presenta una varietà di piante dai pioppi ai pini ai lecci fino a una grande sughera.

TAGS: Arno | Arte | Leandro Gualtieri | Pertichini | Rossano Morandini | Ruberti

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