Una speranza e un esempio per l'Italia?

di Giovanni Uggeri

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Questo articolo è stato pubblicato il 11 gennaio 2013 alle ore 19:31.

A New York si concentrano il40% degli acquisti degli italiani, che in genere scelgono bilocali in quartieri come Soho (nella foto) e Tribeca

A New York si concentrano il40% degli acquisti degli italiani, che in genere scelgono bilocali in quartieri come Soho (nella foto) e Tribeca

Finalmente è arrivato. Con la dovuta prudenza e la giusta dose di scetticismo, ma occorre ammettere che il dato positivo dell'immobiliare americano c'è ed è giusto celebrarlo. La ripresa di compravendite e prezzi che si evidenzia nei numeri di fine 2012 e nelle previsioni 2013 (vedi cover story nelle pagine 4 e 5) non può essere accolta che con un sospiro di sollievo. Era quel primo indizio che tanti economisti attendevano per poter parlare di ripresa, non solo del mercato immobiliare ma di tutta l'economia. Certo i tempi non saranno immediati. Ma potremo finalmente dire che se dall'immobiliare e dai mutui subprime è iniziata la crisi, dall'immobiliare ora si può ripartire.
Ad aiutare la ripresa il ruolo decisivo degli istituti di credito con mutui finalmente accessibili. Lo stesso fenomeno verificatosi in Gran Bretagna dove la riforma (Funding for lending) voluta da Cameron che «costringe» le banche a concedere mutui ai privati ha fatto ripartire il mercato (+13% le compravendite). Ora fiduciosi attendiamo che tutto ciò avvenga in Italia.

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