Bologna a caccia di privati

di Andrea Lanzarini

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Questo articolo è stato pubblicato il 07 febbraio 2013 alle ore 08:20.

Fa un altro passo in avanti, grazie agli oltre 10 milioni del Piano città, il recupero dell'area dell'ex mercato ortofrutticolo di Bologna, 30 ettari situati nella "popolare" Bolognina e a pochi passi dal centro storico e dalla stazione. «Con queste risorse – spiega l'assessore comunale all'Urbanistica, Patrizia Gabellini – faremo subito 60 alloggi in social housing nel lotto G, di proprietà dell'Azienda casa Emilia-Romagna, e ristruttureremo la pensilina Nervi, per realizzare una sala polivalente. Appena firmato il contratto di valorizzazione con il ministero delle Infrastrutture, individueremo il soggetto esecutore dei lavori».

Nonostante abbia ottenuto meno dei 28,2 milioni richiesti, per la città il risultato è rilevante. «È tra i progetti più significativi selezionati dal Piano città – spiega l'architetto Mario Cucinella, che ha disegnato la nuova sede del Comune, che già torreggia sull'area –: l'area è d'importanza cruciale, vista anche la sua vicinanza al centro storico e all'alta velocità. Ma per dare corpo al progetto, che nella migliore tradizione bolognese integra edilizia privata e sociale, e affinché si generi una nuova qualità dell'abitare anche nelle aree limitrofe, bisogna far presto e sviluppare maggiori sinergie con i privati». Che sull'area hanno interessi importanti e progetti già avviati. Ben prima che da Roma arrivasse la lieta novella, alcuni interventi erano stati già instradati, come la realizzazione dello studentato (sarà consegnato quest'estate) e le opere di urbanizzazione. O i cantieri di edilizia privata. Le residenze Unicum (102 appartamenti di alto pregio) saranno ultimati a metà del 2014. E Valdadige Sistemi Urbani (che qui costruirà, entro 8-10 anni, 800 appartamenti di fascia alta e medio-alta) da giugno comincerà a consegnare i primi dei 200 alloggi già in cantiere. «A oggi abbiamo poco invenduto», dice Federico Orlandini, presidente del Consorzio Mercato Navile, che riunisce i privati, e direttore dell'operazione per Valdadige. «Riteniamo che il progredire del progetto nella sua interezza darà un ulteriore stimolo alle vendite».

Fino a ieri la strada era in salita soprattutto sulla parte pubblica; il Piano città ha dato una prima scossa, ora resta da sciogliere il nodo degli ultimi due lotti (H e N) di proprietà comunale, ancora al centro di un contenzioso al Tar. «Contiamo di risolvere presto la situazione – conclude Gabellini – e fare nuovi bandi». Per questi alloggi Palazzo d'Accursio potrà contare anche su parte del contributo di 10 milioni che la Regione ha confermato.
«Aver ottenuto i fondi statali è positivo – spiega il direttore dell'Ance, Carmine Preziosi – per far avanzare il progetto. Ma dobbiamo sbrigarci a incastrare anche gli ultimi tasselli, per far capire al mercato il valore dell'intervento. Una volta risolto il contenzioso, per non subire ulteriori dilazioni, bisognerà fare bandi appetibili per le imprese, che intercettino le possibilità del fondo per l'housing sociale della Cassa depositi e prestiti e prevedano un giusto mix tra edilizia privata e sociale, affinché l'operazione sia economicamente sostenibile». Sulla stessa onda gli agenti immobiliari: «Restano alcune criticità – dice Stefano Rambaldi, segretario Fiaip Emilia-Romagna –, ma è importante che il progetto avanzi: oggi il mercato è asfittico, ma in prospettiva darà nuovo stimolo alle vendite del nuovo e alla rivalutazione dell'esistente».

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