A Milano in stand-by un pezzo di Citylife

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 22 febbraio 2013 alle ore 10:33.

Pausa di riflessione per un pezzo di Citylife, la maxi-riqualificazione urbana in corso Milano. In sospeso sono tre edifici residenziali e la Park Tower, progettati dall'architetto Daniel Libeskind. L'annuncio dello stop è arrivato qualche giorno fa, in attesa di chiarimenti, alle imprese a cui è affidata la realizzazione.

In discussione sono circa 130 appartamenti, poco più del 10% delle unità abitative previste (su carta 1.200) nell'imponente progetto immobiliare che si estende su 360mila metri quadri nella parte nord-ovest della città. I vertici di Citylife hanno deciso, a partire dall'esperienza maturata finora sul mercato, di sospendere la loro costruzione, prendendosi un «momento di riflessione per vedere se è il caso di riprogettare il taglio degli appartamenti». Le unità previste, infatti, da progetto rappresentano un prodotto analogo a quello già commercializzato negli ultimi anni da Citylife: finora sono andate sul mercato 500 unità, per un target di lusso, a un prezzo medio di circa 8.500 euro al metro quadro.

I tre edifici minori firmati da Libeskind, che affacciano su piazzale Giulio Cesare, sono già da tempo in grave ritardo rispetto al resto del complesso residenziale: nel suolo era stata trovata della nafta e l'area è stata interamente bonificata fino alla falda. La Park Tower, invece, avrebbe dovuto ospitare altri 97 appartamenti di pregio: soprannominata torre Arduino, dal nome del piazzale antistante, è firmata sempre da Libeskind. Da Citylife fanno sapere che «nulla resterà a metà strada», non resteranno scheletri.

La decisione di riconsiderare o rinviare questi lotti è oggi un segnale importante per un segmento, quello dell'immobiliare di lusso, che fatica a intercettare la domanda. CityLife, controllata da Gruppo Generali e partecipata da Allianz, fa sapere di non aver preso ancora alcuna decisione e non è escluso che in questa fase verrà nuovamente coinvolto lo stesso Libeskind. A pesare sulle strategie della società sono il cambio dei costumi, l'attuale crisi delle compravendite e la difficoltà di intercettare un target elevato e amante e delle ampie metrature. Tagli immobiliari più piccoli, anche se di pari prezzo al metro quadrato, potrebbero essere collocati più facilmente.

Il lotto in questione è già stato appaltato alla società consortile City contractor (Rizzani de Eccher e Lamaro Appalti), cui è affidata la costruzione del complesso residenziale: ad una commessa di circa 160 milioni di euro, nel gennaio 2012 si è aggiunta quella della Park Tower (alta 126 metri) per ulteriori 48,5 milioni. Citylife fa sapere su quell'area sono impiegati una trentina di operai, su un totale di 1.300 persone occupate quotidianamente nel cantiere. Resta ancora aperto, invece, il futuro delle altre residenze previste più a Nord, verso il velodromo Vigorelli, in fase di riprogettazione, tanto più alla luce di questa decisione.

Nel frattempo prosegue la messa a punto delle altre residenze. È confermata la conclusione entro l'estate dei rogiti delle unità firmate da Zaha Hadid (vendute per il 60%), per una consegna chiavi in mano entro settembre, così come per le altre abitazioni Libeskind (vendute per il 35% circa). Proseguono spediti i lavori per l'innalzamento della Torre Isozaki in mano alla Colombo Costruzioni, già arrivati al primo solaio. È imminente, infine, l'aggiudicazione della seconda torre (tre le aziende in gara) e l'avvio della gara per la terza.

TAGS: Allianz Subalpina | Colombo Costruzioni | Daniel Libeskind | Generali | Milano | Prezzi e tariffe | Zaha Hadid

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