Montepaschi vende 240 immobili

di Silvia Pieraccini

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 febbraio 2013 alle ore 08:09.

Palazzo Rondinini a Roma

Palazzo Rondinini a Roma

Da grandi palazzi nobiliari a semplici appartamenti di periferia, passando per capannoni e uffici: è ancora ricco il patrimonio immobiliare che il gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena ha cominciato a dismettere nel 2010 (all'epoca erano immobili per 500 milioni), e che comprende edifici non più utilizzati, oppure destinati a non essere più utilizzati nell'arco di 12-24 mesi. Nell'elenco al momento restano 240 immobili situati in tutta Italia - con prevalenza in Toscana, Lombardia e Veneto - per un valore di bilancio di 360 milioni.

Ma il contenitore di asset disposal è dinamico, spiega Marco Baldi, direttore generale di Mps Immobiliare, la società controllata al 100% da Banca Mps che da tre anni si occupa delle dismissioni immobiliari del gruppo, perché «via via che si liberano spazi, questi vengono messi in vendita». E infatti entro breve la lista si arricchirà di 36 filiali che chiuderanno i battenti in ossequio alla "completa razionalizzazione" dell'assetto del gruppo decisa dal cda della banca (il piano industriale approvato nel giugno scorso prevede la chiusura di 400 filiali in tutta Italia, ma il 90% di queste sono in affitto), e anche di nuovi palazzi prestigiosi (vedere articolo sotto).
«La nostra attività è cominciata nel 2010 ed è indipendente dalle inchieste che hanno investito Banca Mps negli ultimi tempi», precisa Baldi. Gli interlocutori naturali di Mps Immobiliare sono i privati e non i fondi immobiliari soprattutto perché, spiega il direttore generale, i fondi solitamente ricercano immobili a reddito e con contratti di locazione 'blindati', ad esempio con catene distributive e centri commerciali, «tutti oggetti che noi non abbiamo in portafoglio». Qualche trattativa è in corso con Sgr interessate allo sviluppo immobiliare, ma qui il limite è rappresentato dal prezzo, poco trattabile rispetto ai valori fissati da perizie interne e, per gli immobili più significativi (sopra un milione di euro), anche da perizie di società specializzate. «Sul fronte del prezzo - chiarisce Baldi - i nostri riferimenti sono il valore di bilancio e il valore di perizia». L'assegnazione avviene a trattativa privata, eccetto casi in cui esistono più manifestazioni d'interesse per uno stesso immobile che spingono a indire una gara tra i pretendenti, come avvenuto nel caso dell'ex sede della Banca nazionale dell'Agricoltura, in via Indipendenza a Bologna (venduta), o di un prestigioso palazzo ex Banca Antonveneta in piazza della Frutta a Padova, per il quale la trattativa non è ancora conclusa.

Anche perché negli ultimi tempi l'attività di dismissione ha dovuto fare i conti con le difficoltà del mercato immobiliare. Dal 2010 a oggi Mps Immobiliare ha venduto 70 immobili (tutti a investitori italiani) per un valore complessivo di 85 milioni, a cui vanno aggiunti i 130 milioni ricavati dalla vendita dell'ex esattoria di via Normanni a Roma (comprata da Mittel Real estate Sgr). Nell'ultimo anno, il 2012, Mps Immobiliare chiuso 40 trattative per un valore di 35 milioni, grazie anche all'impulso dato dall'attivazione (nel maggio scorso) del sito Internet www.mpsimmobiliare.it, che raccoglie l'intera offerta con relative stime. «La crisi ha rallentato le trattative e le ha rese più difficili - spiega Baldi - col risultato che l'interesse per i nostri immobili è alto ma oggi è più complicato arrivare a concludere». Gli immobili che fanno parte del patrimonio Mps, in gran parte a destinazione direzionale e residenziale (tra i pochi capannoni c'è l'ex fabbrica delle biciclette Atala a Padova), arrivano sia dal patrimonio della banca senese che dalle acquisizioni fatte negli ultimi anni, Banca del Salento e Antonveneta. «Non vendiamo uffici né beni strumentali né filiali che sono ancora utilizzate dalla banca» precisa Baldi. Che ora intende spingere sul fronte commerciale: in programma ci sono pubblicità su portali immobiliari specializzati e totem nelle filiali bancarie delle zone in cui si trovano gli immobili, con l'obiettivo di stimolare l'interesse e accelerare le vendite.

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