Hong Kong regina dei rialzi nel mattone

di Paola Dezza

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Questo articolo è stato pubblicato il 18 marzo 2013 alle ore 15:52.

Polarizzazione tra nord e sud Europa, misure restrittive per evitare bolle immobiliari decise da alcuni Governi in Asia e non solo, crisi delle compravendite nel Mediterraneo. Sono i trend principali del real estate a livello globale, riassunti in poche righe. Nonostante il clima di preoccupazione o cautela, i prezzi in media salgono ancora, se si guarda a tutto il mondo e al solo settore del lusso. Secondo un'analisi di Knight Frank nel 2012 i prezzi sono saliti in media del 4,3%, mentre nel solo ultimo trimestre 2012 l'indice Knight Frank global house è salito dello 0,3%.

Nulla di nuovo all'orizzonte. Con l'Asia che ha segnato rialzi medi del 6,7% (+2,8% l'anno precedente) e Hong Kong che guida la classifica degli incrementi nel Global Index di Knight Frank (+23,6%). Non è un segreto che sia proprio Hong Kong la città più cara al mondo per il mattone, ma anche per il costo della vita. La Grecia è, invece, la Nazione che subisce i cali più ampi, con una perdita nell'ambito dell'Indice del 13,2 per cento.

Ma cosa accade nel mondo del real estate residenziale? La ripresa è "work in progress" come cita l'analisi. Dei 55 mercati analizzati solo 20 contro i 25 del 2011 hanno perso terreno in termini di quotazioni. E 19 di questi sono in Europa. La sorpresa è però Dubai che scala parecchie posizioni. Fa eco a Knight Frank anche Savills, altro network di consulenza immobiliare internazionale. "Il mercato a Dubai è in decisa ripresa – spiega Charles Weston-Baker, a capo del team internazionale della società – e i compratori arrivano da tutte le parti del mondo, dopo un periodo di decisa crisi. Qui sta migliorando la trasparenza del settore e quindi tornano gli acquisti".

La performance positiva dell'America Latina è suggellata dal secondo posto in classifica del Brasile, dove in città come San Paolo le proprietà di lusso competono ormai con New York. A seguire Turchia, Russia e Austria, best performer in Europa. Gli andamenti negativi in classifca cominciano con Paesi come Ucraina, Malta e Bulgaria, ma la performance peggiora per Romania e Ungheria, con cali superiori al 5%, fino ad arrivare al -10% della Spagna e al -13,7% della Grecia. Nazione, quest'ultima, che ha messo in atto però un sistema di dismissione online degli immobili pubblici che, secondo alcuni operatori, andrebbe imitato anche dal nostro Paese.

E l'Italia? Suo il 45esimo posto in classifica, con un calo dei prezzi nel 2012 del 4,1%. Quotazioni che devono scendere ancora, come ritengono ormai in maniera unanime gli operatori.

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