Riqualificazioni: un «contratto tipo» per il servizio energia

di Emiliano Sgambato

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Questo articolo è stato pubblicato il 09 maggio 2013 alle ore 08:47.

Ripagare l'investimento in riqualificazione energetica del condominio attraverso i risparmi (garantiti) ottenuti nelle bollette degli anni successivi all'intervento. È, in estrema sintesi, il funzionamento del Contratto di servizio energia. La Camera di Commercio di Milano – assieme a Assopetroli Assoenergia, Agesi Assistal (impianti, facility management ed energia), Anaci (amministratori di condominio), Uppi (piccoli proprietari) e diverse associazioni di consumatori – ha presentato ieri un "Contratto tipo servizio energia" con la finalità di aumentare la trasparenza e la diffusione di questa formula di riqualificazione energetica.

APPROFONDIMENTI

Una formula in realtà presente già da anni sul mercato (regolata dal Dpr 412/93 e, soprattutto, dal Dlgs 115/2008), ma che fatica a decollare (vedi Casa24 Plus del 15 novembre 2012). Un po' per la difficoltà di superare lo scoglio delle assemblee condominiali alle prese con la cronica morosità nei pagamenti e, a volte, con amministratori "impreparati". Un po' – e forse soprattutto – perché si sono diffusi "prodotti" che poco hanno a che fare con il "vero" servizio energia, dove le spese a consuntivo spesso risultano molto maggiori di quelle promesse a preventivo, a causa di formule "salvo conguaglio" che mettevano al riparo il fornitore dagli imprevisti: le aspettative deluse hanno di certo contribuito ad aumentare lo scetticismo e a bloccare il passaparola. È il circolo vizioso che si pone di superare il nuovo Contratto tipo, che, potrebbe trovare terreno fertile grazie all'obbligo di installazione di sistemi di contabilizzazione in tutti gli impianti di riscaldamento centralizzato della Lombardia.
«Il contratto che proponiamo – sottolinea Luca Redaelli, presidente Assopetroli Assoenergia per Milano e provincia – rispetta tutti i passaggi previsti dalla normativa e prevede un allegato che permette la comparazione chiara di più preventivi. C'è poi soprattutto l'obbligo di indicare un intervallo di errore possibile di massimo il 10% rispetto al preventivo sui costi d'esercizio post intervento. Oltre questa soglia dovrà essere l'impresa ad assumersi i propri rischi».

TAGS: Assopetroli Assoenergia | Camera di Commercio | Lombardia | Luca Redaelli |

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