A Trento nasce Le Albere, l'eco-quartiere firmato da Renzo Piano

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 07 luglio 2013 alle ore 15:35.

Un "nuovo pezzo di centro storico" verrà consegnato alla città di Trento domani pomeriggio. Si sono conclusi i lavori per dare vita al quartiere Le Albere, la riqualificazione dell'area ex Michelin, su progetto firmato dall'architetto Renzo Piano. Dalla settimana prossima i cittadini potranno accedere liberamente ai 5 ettari di parco in cui sono immersi negozi, spazi culturali, residenze e uffici.

Gli spazi, al momento, sono stati venduti per il 45 per cento. A soffrire dell'attuale congiuntura di mercato e del crollo delle compravendite sono soprattutto le 300 unità abitative, in vendita a circa 4mila euro al metro quadro. Sul mercato dal settembre 2010, inizialmente la commercializzazione era partita con un prezzo medio attorno ai 4.700 euro al mq, a seconda del piano e delle rifiniture interne richieste. Il valore, nonostante il lieve ritocco verso il basso, allora sembrava già contenuto rispetto alle quotazioni medie delle nuove costruzioni nel centro storico di Trento, oggi tra i 4.100 e i 5.200 al mq secondo gli operatori (dato Focus Città, elaborato da Casa24 Plus).

A cui va aggiunto l'inserimento delle abitazioni all'interno di un progetto di qualità, riconosciuto con la certificazione CasaClima: raggiunte da fibra ottica, con domotica e impianti all'avanguardia, sono realizzate con legno e ceramiche, chiuse da pareti vetrate a tutta altezza; gli appartamenti (a partire da 65 mq) sono tutti dotati di loggia o giardino privato, su uno o più livelli, all'interno di 18 palazzine che non superano i 4 piani ciascuna; una vera e propria "città sotterranea", infine, garantisce 2mila posti auto a disposizione di residenti e visitatori.

Il nuovo quartiere Le Albere si affaccia sul fiume Adige, a nord del centro storico cittadino. Si tratta di una delle più vaste rigenerazioni urbane realizzate in Italia e ha interessato un'area di 116mila mq. Il mix funzionale del progetto disegnato dall'architetto genovese, oltre al 45% della superficie destinata al residenziale, prevede 26.800 mq di uffici (30%), 9mila mq di negozi e spazi commerciali (10%) e 4.600 mq di alberghiero. Inoltre, dei 116mila mq totali dell'area, 75mila sono tornati in proprietà pubblica. Tra questi c'è il Muse, il nuovo Museo delle Scienze (19mila mq), che verrà inaugurato il prossimo 27 luglio, già ceduto dalla Castello Sgr che ha sviluppato il complesso alla Patrimonio Trentino Spa, la società che gestisce gli immobili della Provincia autonoma.

Sempre all'ente pubblico verrà ceduto anche il polo sud del progetto, ancora in costruzione, dove sorgerà il centro polifunzionale (sala congressi e auditorium) entro fine 2014. «Le Albere – afferma Giampiero Schiavo, amministratore delegato di Castello Sgr – è un esempio concreto di come, seppur in un momento di congiuntura economica negativa, grazie all'impegno e alla collaborazione pubblico-privato si possa costruire una realtà capace di produrre ricchezza, creare occupazione e promuovere il territorio, nel rispetto dell'ambiente».

I lavori, partiti nel maggio del 2008, hanno richiesto un investimento complessivo pari a 330 milioni di euro. I primi a trasferirsi negli uffici saranno i promotori del progetto, tra cui l'Istituto di Sviluppo Altoatesino (Isa) e Itas assicurazioni. Con la giornata inaugurale di lunedì, alla presenza del ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, verrà consegnato alla città il 40% dell'intero quartiere destinato al grande parco, circondato da piste ciclabili e pedonali e canali: il Muse e il centro polifunzionale "galleggiano" su due grandi specchi d'acqua che richiamano il corso dell'Adige.

Collegato al centro storico cittadino da tre sottopassaggi (uno carrabile e due ciclo-pedonali), l'intero sviluppo immobiliare viene alimentato da una centrale di trigenerazione che fornisce energia per il sistema di riscaldamento e raffrescamento, con parziale recupero delle acque piovane. Sono stati utilizzati oltre 20mila mq di vetro per gli involucri degli edifici e un sistema di pannelli fotovoltaici (340 mq), insieme ad altri materiali isolanti che permettono di innalzare le prestazioni in termini di risparmio energetico. Il consumo di energia medio annuo è pari a 30-40 kwh per metro quadrato. «Usare il legno – ha dichiarato il progettista Renzo Piano – è già di per se un'attività intelligente, non solo perché siamo a Trento.

Di fatto è energia rinnovabile ed è perfettamente riciclabile. Inoltre abbiamo cercato energia per il museo nel sottosuolo, con otto sonde che vanno a 100 metri di profondità e abbiamo intercettato l'energia del sole con pannelli fotovoltaici sui tetti. Questi edifici sono costruiti in maniera da consumare pochissima energia, più o meno un terzo di quella necessaria per manterene una casa tradizionale».

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