Oro contro mattone, la sfida dell'autunno

di Paola Dezza

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Questo articolo è stato pubblicato il 03 ottobre 2013 alle ore 16:32.

(Corbis)

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La crisi economica impone prudenza negli investimenti, ma anche una ricerca mirata verso rendimenti sicuri e protezione del capitale. Una cautela oggi necessaria anche nei confronti di due beni rifugio per eccellenza come l'oro e il mattone, sotto i riflettori più per l'andamento poco confortante che per la certezza della resa. L'oro da inizio anno ha perso oltre il 20%, il mattone è in crisi da sei anni ormai. E lo shutdown americano degli ultimi tre giorni potrebbe comprimere ulteriormente i valori del metallo giallo. Quale futuro dunque?

Anja Hochberg, Head Investment Strategy dell'Asset Management di Credit Suisse, ritiene che l'oro come il real estate siano entrambi utili e importanti elementi per diversificare il portafoglio. "Mentre non vediamo dei rialzi rilevanti per l'oro nei prossimi due mesi – dice -, di fatto nel lungo periodo l'oro è ben supportato ed è un ottimo hedge di lungo specie nei confronti dell'inflazione. Ed è percepito come un bene rifugio".
Quale sarà il trend per il real estate in Italia e in Europa? "Anche se di fatto al momento per i prossimi mesi preferiamo gli Usa e alcuni mercati asiatici, in Europa manteniamo un atteggiamento positivo specie verso la Germania – dice -. Con riferimento all'Europa periferica, se si guardano le valutazioni del real estate commerciale in primarie location (Milano) sembra che vi sia una ripresa dell'attrattività. Pensiamo infatti che questi mercati possano attirare l'attenzione degli investitori nel 2014, se si conferma una situazione di stabilità economica per l'Europa e per l'Italia in particolare".

Il costo/opportunità di detenere oro peggiora in un contesto di tassi che tendono al rialzo. Peraltro a oggi potrebbe continuare il rischio di sell off visto nei mesi precedenti. "L'oro è un asset che performa bene nei periodo di crisi -dice - ed è un ottimo hedge per l'inflazione e per gli imprevisti. Non dimentichiamoci che il mercato dell'oro è globale e quindi è un asset estremamente liquido". Molto meno liquido è il mercato immobiliare. Soprattutto in Italia in questa fase. Ed è legato a un singolo mercato di riferimento. Il real estate può dare rendimenti che in questa fase di post-correzione dei prezzi si sono fatti interessanti. "Fatte queste considerazioni riteniamo preferibile investire in real estate, viste le previsioni di una lenta uscita dalla crisi dell'Europa e di attese di tassi bassi ancora per un periodo, come indicato da Draghi".

Il trend
Il 2013 è stato l'anno della discesa per l'oro, dopo 12 anni di rally ininterrotto. Il metallo giallo da inizio anno fino a ieri ha ceduto il 21% circa, in mezzo un mini-rally in occasione della scelta della Fed di mantenere la strategia del quantitative easing. Oggi l'oro vale 1.309 dollari all'oncia e perde quindi il suo appeal di bene rifugio, almeno nei prossimi 18 mesi per SocGen, che ha appena pubblicato un report sull'incidenza delle scelte della Fed in materia di politica economica (la Fed ha scelto di mantenere invariata la strategia del quantitative easing - acquisto di 85 miliardi di dollari al mese di bond -, prigioniera delle sue stesse scelte passate). Il risultato? SocGen mantiene invariate le stime sul trend del metallo giallo: un prezzo medio di 1.225 dollari durante il quarto trimestre 2013 ma una discesa fino a 1.100 dollari durante il 2014.
Non tutti sono concordi. Dalle ultime previsioni lo scenario resta difficile nel breve periodo, ma nel medio-lungo la domanda da India e Cina potrebbe favorire la ripresa delle quotazioni, tanto che la London Bullion association prevede una ripresa dei prezzi che nel giro di un anno potrebbero tornare sopra 1.400 dollari l'oncia.

Il mattone è l'oro delle famiglie italiane
Antagonista dell'oro potrebbe essere il mattone. Altro bene rifugio per eccellenza, meno liquido ma in alcuni casi più appetibile.
Il mattone è vero non dà cenni di ripresa a breve, anche se qualche operatore intravede timidi segnali di decelerazione nella discesa. Nomisma prevede una stabilizzazione delle compravendite, con un cambio di intonazione tra la prima e la seconda parte dell'anno. "Di fatto il 2013 è il punto più basso del mercato in termini di transazioni - dice Luca Dondi, direttore generale di Nomisma -. Sul fronte prezzi, invece, prevediamo ancora cali, anche per tutto il 2014, che complessivamente saranno dell'entità del 6-7% circa in termini nominali (per ottenere il calo in termini reali bisogna considerare anche l'inflazione, e si arriva al 10%)". Qualcuno avanza l'ipotesi di cali ben più consistenti per vedere domanda e offerta incontrarsi di nuovo.

Nessuna possibilità di inversione di tendenza quindi anche per il 2014, certo è che a questo punto siamo oltre la metà di un ciclo negativo per il real estate, nei prossimi mesi tenendo d'occhio le quotazioni si potrebbe iniziare a pensare a qualche acquisto per impegnare il capitale in un'ottica di lungo periodo.

Inoltre oggi la liquidità deve trovare altre vie di impiego visti i massimi raggiunti da bond e azioni. "L'oro degli italiani è il mattone, che passa da una generazione all'altra come gioiello di famiglia – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari -. Il mercato vede anche pochi scambi perché i passaggi avvengono all'interno della famiglia. Oro e mattone non sono confrontabili direttamente. Il mattone perde sempre sul breve con l'oro e vince alla distanza".
Ci sono poi degli aspetti fiscali che penalizzano il mattone nel breve periodo. L'Imu sulla seconda casa, le tasse e la fiscalità penalizzante se si vende entro i 5 anni. Se si guarda a un arco di 10 anni almeno allora il mattone resta un mercato interessante.
"Chi ha comprato nel 1990 e venduto nel 2000 ha guadagnato il 30% - dice Breglia -. L'oro oscilla di più, visto proprio il trend nell'ultimo periodo. Il mattone ha una banda di oscillazione massima in termini reali del 20%".
È vero poi, sostiene Breglia, che il mattone è molto più lento nelle reazioni, ma nemmeno l'oro è così facilmente liquidabile, se si pensa che i gioielli si vendono a peso e se si considerano anche le truffe dovute alle bilance truccate.
Non si riprenderanno, invece, il segmento della seconda casa e quello dell'investimento.
Ci saranno più investimenti nel non residenziale, i grandi investitori si stanno spostando verso i Paesi più sicuri dell'occidente, Paesi definiti core. Purtroppo in questo contesto l'Italia deve fare uno scatto in avanti per non restare sempre la seconda scelta.

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