Ecobonus per il risparmio energetico: un milione e mezzo di pratiche in sei anni

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 06 febbraio 2014 alle ore 17:19.

Un milione e mezzo di pratiche per la detrazione fiscale (ex 55% ora 65%) finalizzata al risparmio energetico nell'edilizia. È questo il numero delle richieste ricevute dall'Enea in sei anni, dal 2007 al 2012, grazie alla proroga dell'incentivo. È così che il settore dell'edilizia ha subito una radicale trasformazione grazie alle nuove tecnologie per l'efficienza energetica, quali caldaie a condensazione, ed ai nuovi materiali ad alte prestazioni, come quelli per l'involucro edilizio.

Interventi di recupero nel residenziale
Il settore del risparmio energetico sta diventando per il nostro Paese un volano per l'economia e per l'occupazione, con la creazione di nuove professionalità opportunamente formate e dei «green jobs». Nel Rapporto annuale dell'Enea, che svolge questo compito nell'ambito del suo ruolo di Agenzia Nazionale per l'Efficienza Energetica (Decreto Legislativo n.115/2008), si parla di 500mila posti di lavoro generati fino al 2020. In particolare, attraverso soprattutto ad interventi di recupero e riqualificazione degli edifici, il segmento del residenziale è riuscito a raggiunto il 75% degli obiettivi del PAEE (Piano di Azione Nazionale per l'Efficienza Energetica).
A registrare un vero e proprio boom negli ultimi anni sono tutti gli interventi per l'efficienza energetica degli edifici, come per esempio le finestre o le caldaie, grazie alla proroga delle detrazioni fiscali del 55% che hanno riguardato oltre il 65% degli investimenti in questi ultimi sei anni, per un risparmio di circa 9.000 GWh/anno.

Gli obiettivi di efficienza energetica
Secondo il rapporto annuale dell'Enea, l'Italia nel 2012, grazie al recepimento degli indirizzi definiti dall'Unione europea in materia di efficienza energetica, ha conseguito un risparmio complessivo di circa 65.000 GWh, vale a dire circa il 30% in più rispetto al 2011, raggiungendo il 60% dell'obiettivo fissato per il 2016.

Industria e residenziale al top
L'intera economia italiana, nel 2012, osserva Enea, ha avuto un miglioramento dell'indice di efficienza energetica per circa 1 punto percentuale rispetto all'anno precedente. I settori che hanno maggiormente contribuito a questo risultato, soprattutto negli ultimi anni, sono l'industria e il residenziale, che insieme rappresentano l'80% del risparmio totale conseguito. Il settore dei trasporti non ha invece registrato significativi miglioramenti.

Dalla riqualificazione 237mila occupati diretti
Il rapporto fornisce indicazioni anche sull'effetto che la riqualificazione energetica può avere sull'occupazione, stimandolo in 237mila occupati diretti e 355mila complessivi al 2020. Per quanto riguarda la Strategia energetica nazionale, che mira ad abbattere il 24% dei consumi energetici primari entro il 2020, residenziale e industria hanno già raggiunto un quarto dell'obiettivo al 2020.

Regina: con incentivi governo 500mila posti di lavoro fino al 2020
Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per lo sviluppo economico, intervenendo alla presentazione rapporto annuale sull'efficienza energetica dell'Enea, ha sottolineato come il ruolo strategico dell'efficienza energetica, all'interno degli obiettivi europei di sostenibilità, «può rappresentare per la nostra industria un'opportunità di crescita e un'occasione per rafforzare il proprio posizionamento competitivo sui mercati internazionali». Si tratta di un settore, ha ricordato Regina «che è cresciuto molto e che conta in Italia 250mila aziende e 3 milioni di lavoratori». Non a caso Confindustrua ritiene che questo settore, «se venissero stabilizzati gli incentivi che il Governo stanzia di anno in anno, da qui al 2020 possa esser generato un +0,4% di Pil e possano nascere 500mila nuovi posti di lavoro».

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