Nel 2013 le compravendite delle abitazioni scese del 9,2%

di Paola Dezza

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Questo articolo è stato pubblicato il 10 marzo 2014 alle ore 11:07.

Il mercato immobiliare italiano nel quarto trimestre del 2013 presenta ancora un segno negativo, con un calo complessivo pari a -7,5% sullo stesso periodo del 2012. È quanto fa sapere l'agenzia delle Entrate che pubblica questa mattina l'Osservatorio trimestrale. Il calo è stato leggermente più ampio della media per il settore residenziale, pari all'8%, valore che porta la discesa annuale degli acquisti di case al 9,2%, esattamente la stessa discesa registrata nel secondo trimestre 2013.

Tra ottobre e dicembre 2013 sono state scambiate 108.804 unità residenziali, mentre nei tre mesi compresi tra giugno e settembre 2013, si era registrata una discesa del 5,1% delle transazioni residenziali, che si erano stabilizzate a quota 91.051 unità scambiate.

Ma i settori che soffrono di più sono ancora una volta il comparto terziario, che lascia sul terreno il 12,4% delle transazioni, e il commerciale che perde il 9,7%.

La causa di tale situazione negativa dipende in parte dagli effetti che ha avuto sul mercato l'entrata in vigore, il primo gennaio 2014, del nuovo regime delle imposte di registro, ipotecaria e catastale applicabile agli atti di trasferimento degli immobili. "Da tale data, infatti, per la generalità dei trasferimenti immobiliari, la nuova disciplina risulta normalmente più vantaggiosa e deve avere, per questo, indotto gli acquirenti a rimandare la stipula degli atti di compravendita al 2014" recita la nota dell'agenzia delle Entrate. In particolare, sulla base dei primi dati provvisori, disponibili alla data di pubblicazione della presente nota, il tasso di variazione tendenziale del periodo ottobre 2013-gennaio 2014 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ottobre 2012-gennaio 2013, risulta per il totale delle unità immobiliari compravendute pari a -5,3%.

Tornando al residenziale la nota mostra come nel quatro trimestre 2013, il calo tendenziale risulti più contenuto al nord (-6%) e al centro (-8,9%), mentre al sud la riduzione risulta più alta, -10,8%. Al nord sono stati in particolare i capoluoghi a contenere la perdita a un -5,2%, confermando il trend che le grandi città tengono meglio dei centri minori. I non capoluoghi al nord hanno perso oltre il 9%. Al centro hanno addirittura lasciato sul terreno il 12,9% e al sud il 10,7%. Rispetto al quarto trimestre del 2004, la contrazione del mercato residenziale è molto elevata in tutte le aree. Tutte le ripartizioni mostrano, infatti, un volume degli scambi più che dimezzato, con il nord e il centro che superano il -55% (-56,6% e -55,3% rispettivamente) e poco inferiore la riduzione al sud, -51,9%.

Nel contesto generale ci sono però situazioni in controtendenza, soprattutto per quanto riguarda le otto maggiori città italiane. A Milano, proseguendo il trend positivo del terzo trimestre 2013 che aveva registrato compravendite in aumento del 9,4%, gli scambi hanno registrato ancora un segno positivo, in rialzo del 12,8% (l'anno si chiude quindi in positivo con un aumento degli scambi del 3,4%). Così come è accaduto a Firenze, che però nel trimestre precedente aveva registrato un calo del 5% circa. Il dato peggiore del quarto trimestre si è registrato a Napoli, con un calo del 42% delle transazioni, seguito dal -13,6% di Torino.

A livello annuale nel 2013 tutti i settori hanno registrato tassi di variazione negativi: le unità immobiliari compravendute sono state in tutto 904.960, circa 88.000 mila unità in meno del 2012, in calo del -8,9% su base annua (2013 su 2012). Sono state 403mila circa le unità abitative scambiate sul mercato nell'arco del 2013, in calo come già sottolineato del 9,2 per cento. Le pertinenze scambiate, in genere box, sono state oltre 329mila.

TAGS: Agenzia Entrate | Imposte ipotecarie e catastali

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