A Bergamo affari solo per chi accetta un repricing

di Cristina Giua

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Questo articolo è stato pubblicato il 10 aprile 2014 alle ore 19:22.

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Sempre tanta l'offerta di abitazioni in vendita sulla piazza residenziale di Bergamo, ma rispetto ad un paio di anni fa s'è fatta strada "una scrematura" tra quelli che Giuliano Olivati, presidente provinciale Fiaip chiama "venditori veri e venditori velleitari". Riesce infatti a chiudere solo il proprietario che accetta un vero repricing verso il basso (in media un altro 10% solo nel 2013, secondo l'osservatorio Fiaip). A maggior ragione se si tratta di un immobile non centrale, di metratura ampia (dai 120 mq in su) e senza caratteristiche di pregio. «Le blue chips del mercato bergamasco – torna a parlare Olivati – rimangono gli immobili di pregio in città alta, con prezzi anche qui in discesa, ma che stanno comunque tenendo più degli altri».
Non mancano tuttavia i segnali di miglioramento. «C'è più disponibilità verso lìacquisto rispetto all'anno scorso – racconta Mauro Sabbadini, agente Tecnocasa –: lo vediamo dalle telefonate e delle visite fissate per visionare gli immobili. Anche da parte delle banche sembra ci sia un pò più di disponibilità sui mutui». Sempre più alta, invece, la mole di invenduto sul residenziale semi-nuovo (finito di costruire tra il 2007 e il 2010, in genere in classe C, con prezzi che vanno dai 2mila ai 4mila euro al mq). Più dinamica la cantieristica recente (in classe A o B, con poca offerta disponibile e prezzi che spesso superano i 4mila euro al mq).

TAGS: Bergamo | Consumatori | Fiaip | Giuliano Olivati | Mauro Sabbadini | Tecnocasa

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