Il 70% dei condomini in classe energetica G o F: ciascuno in media consuma come un'auto che percorre circa 33mila km

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Questo articolo è stato pubblicato il 09 maggio 2014 alle ore 17:40.

A Milano oltre 200mila abitazioni si sono dotate di un certificato energetico (fonte catasto CEER). Di queste oltre la metà (52%) sono in classe energetica G (la peggiore) e il 18% in classe F. In totale quindi il 70% delle case certificate ricade nelle due classi energetiche peggiori. Solo lo 0.6% appartiene alla classe A o A+. Il risultato? Un elevatissimo consumo energetico, che costa sia in termini economici che ambientali.

Questi alcuni dei dati contenuti nel dossier sull'efficienza energetica degli edifici di Milano presentato da Legambiente e Rete Irene nell'ambito del progetto Condomini Efficienti, iniziativa realizzata con il patrocinio del Comune di Milano e di ANACI Lombardia. Lo studio è stato divulgato durante la prima tappa di un tour "La casa che guadagna", iniziativa di sensibilizzazione sulle tematiche dell'efficienza energetica, promossa da Rete Irene, il primo network di imprese lombarde specializzato in riqualificazione energetica, e dall'associazione ambientalista. Il tour, che toccherà tutti i principali parchi della città, mira a informare i cittadini su come poter risparmiare sui consumi aiutando l'ambiente.

«Sono oltre 20.000 le amministrazioni condominiali a Milano – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia - se venissero gestite come aziende che investono a beneficio delle famiglie, esse rappresenterebbero altrettante dinamiche realtà economiche in grado di mantenere in ottimo stato il patrimonio edilizio e la qualità abitativa, per di più conseguendo notevoli risparmi sulle bollette. E' questo il momento di avviare i cantieri di riqualificazione negli edifici, con le migliori tecniche costruttive e materiali di nuova concezione: se il 2% dei condomini milanesi investisse ogni anno, in città si muoverebbe un volume di investimenti per oltre 100 milioni, riducendo le emissioni per 60.000 tonnellate di CO2 e le bollette di quasi 20 milioni di euro annui».

Nel comune di Milano, ogni anno un appartamento emette in media oltre 40 kg di anidride carbonica per ciascun metro quadrato di superficie di pavimento. Questo vuol dire che un appartamento di 100 mq comporta l'emissione di 4030 kg annui di anidride carbonica, pari a un'auto che percorre circa 33mila chilometri.

Che le case di Milano siano un colabrodo energetico lo dimostra lo studio condotto Rete Irene attraverso lo strumento delle termografie, ovvero speciali fotografie in grado di "vedere" lunghezze d'onda che l'occhio umano non è in grado di percepire, in particolare quelle infrarosse, restituendo un'immagine che indica le temperature superficiali degli oggetti. Dalle fotografie scattate ai molti edifici milanesi il dato più evidente è l'abbondare di porzioni tendenti al rosso, ovvero quelle in cui si manifesta una maggiore dispersione energetica. Questo dimostra che i palazzi monitorati presentano numerosi punti deboli, come ad esempio la presenza di pilastri non isolati in facciata, i sottofinestra o i solai interpiano. Purtroppo anche molti edifici di recente costruzione, pur essendo isolati in gran parte dei loro involucri, mostrano dei punti deboli che necessiterebbero un intervento di efficientamento.

Nel dossier di Rete Irene e Legambiente viene presentata inoltre la recente indagine condotta su 956 cittadini tra i 24 e i 65 anni. Da questo studio emerge che il 71% degli intervistati non sa a che classe di efficienza appartiene l'abitazione dove vive. Non solo. Molti non sanno nemmeno cosa significa appartamento in classe A: solo il 37% fa riferimento alla classificazione energetica, mentre il 26% risponde che classe A indica quanto è nuova la casa, e il 18% sostiene che si riferisca a un ipotetico grado tecnologico dell'abitazione. Ma i milanesi sembrano essere anche sempre più freddolosi: solo in una casa su quattro il termostato è posizionato sotto i 20° C mentre la temperatura media nelle case si aggira attorno ai 22° C. In una casa su 10 (9%) la temperatura non è mai inferiore ai 25° C.

Scopo del tour «La Casa che Guadagna», che si svilupperà in 12 tappe coprendo tutta l'area milanese, è proprio quello di far toccare con mano ai cittadini i benefici della riqualificazione e dell'efficientamento. Al centro dell'iniziativa di Rete Irene e Legambiente, patrocinata dal Comune di Milano e ANACI Lombardia, c'è una vera e propria casa mobile, che rappresenta idealmente una "fetta" dell'ultimo piano di un edificio. Al suo interno si trovano tutti quegli elementi che consumano energia, che la sprecano o aiutano a risparmiarla. Lo spazio è stato diviso in due parti: quella pre-intervento, dove si possono vedere quali sono i problemi principali che affliggono i nostri edifici, e quella post-intervento, dove sono presentate alcune soluzioni. In questo modo è possibile verificare lo standard abitativo delle case attuali e cosa significa riqualificare un edificio sotto l'aspetto del sistema edificio e del sistema impianto.
"La nostra indagine sugli edifici milanesi è lo specchio di una realtà diffusa su tutto il territorio nazionale, spiega Manuel Castoldi, presidente di Rete Irene. In questo senso, è essenziale sensibilizzare i cittadini rispetto al valore dell'efficienza energetica, informandoli su cose già si sta realizzando, come per esempio la campagna Condomini Efficienti del Comune di Milano, e quanto si può fare per ridare valore alla propria casa. La riqualificazione energetica infatti consente non solo di salvaguardare l'ambiente, ma anche di risparmiare sulle bollette del riscaldamento e addirittura di incrementare il valore delle singole abitazioni. È il messaggio che vogliamo promuovere nelle 12 tappe del tour "La Casa che Guadagna", col quale intendiamo far toccare con mano ai cittadini milanesi i benefici di una casa davvero efficiente".

L'evento è stato l'occasione per far partire anche in Italia la raccolta di firme che si sta svolgendo in contemporanea a Bruxelles e nei diversi paesi dell'Ue, che coinvolge i candidati alle imminenti elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. Ai politici viene chiesto di impegnarsi concretamente per fermare gli sprechi di energia negli edifici, firmando il manifesto "Renovate Europe": un vero e proprio "contratto con i cittadini" in 9 punti, che prevede di sollecitare il governo del proprio Paese ad adottare un'ambiziosa strategia per la riqualificazione degli edifici, e spingere i commissari competenti e i servizi della commissione ad adottare iniziative concrete per promuovere la riqualificazione degli edifici. Il Manifesto Europeo dell'Efficienza Energetica prevede anche che la riqualificazione energetica deve essere una priorità a livello politico e legislativo e che i firmatari si impegnino a contribuire alla sensibilizzazione, divulgando casi di successo di riqualificazioni energetiche ambiziose e instaurando un dialogo permanente con le autorità locali per sostenere i loro sforzi in favore della riqualificazione del patrimonio edilizio.

TAGS: Associazione Nazionale degli Amministratori Condominiali e Immobiliari (ANACI) | Damiano Di Simine | Irene Rete | Italia | Legambiente | Manifesto | Manuel Castoldi | Tutela ambientale

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